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Francesco papa della semplicità, sepolto con la mitra e abiti sacri già usati

“Una nobile semplicità”: si può definire così lo stile di papa Francesco che anche nelle piccole cose esteriori come l’abbigliamento ha lasciato il segno. Filippo Sorcinelli, dell’atelier di vesti sacre Lavs, uno dei vari che collaborano in stretta sinergia con l’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del sommo pontefice, racconta all’Ansa il lavoro fatto per papa Francesco fin dai primi giorni del suo pontificato e fino alla sepoltura. “Francesco giace, secondo quanto stabilito da lui, così come ha vissuto, ossia in semplicità pur rispettando le regole antiche vaticane. La casula rossa, che non abbiamo realizzato noi, è di repertorio ed è stata regolarmente in uso anche alla sacrestia. La mitra fatta dal nostro laboratorio è anch’essa usata. L’abbiamo realizzata per la prima volta per il 3 novembre 2014 e successivamente l’ha messa ogni 3 novembre in questi anni per officiare la messa dei cardinali defunti alla Basilica di San Pietro”. Realizzata dunque per le passate celebrazioni liturgiche del pontefice, è in lamina di seta bianca, bordata con una passamaneria tradizionale oro, in osservanza delle regole liturgiche per le sepolture dei papi. Sorcinelli aveva fatto lo stesso anche per Benedetto XVI. “L’inizio con Francesco fu spiazzante – prosegue Sorcinelli ad Ansa – per l’equipe dei cerimonieri pontifici e per noi atelier accreditati: Bergoglio infatti scelse di non indossare abiti e accessori dei precedenti papi, volendo dare un segnale della sua personalità, formazione e cultura sin dall’inizio, chiedendo abiti sacri semplici e così mi presentai con una serie di proposte seguendo queste richieste e pensando che già il nome scelto, Francesco, dava la linea. Così mi ispirai agli affreschi di Giotto ad Assisi, con quelle vesti ricche di simboli molto semplici nell’aspetto, eccellenti nella manifattura. Questo fu l’inizio con lui: creammo le vesti sacre per la Messa di Inizio Ministero trasmessa in mondovisione e poi tanti altri abiti, per varie celebrazioni nella Basilica di San Pietro e per alcuni viaggi Apostolici, tra cui l’ultimo in Indonesia. “Sempre nel segno del rispetto delle regole ma senza decorazioni ampollose, lasciando piccoli simboli ad onorare la storia vaticana”.

La traslazione

Si è tenuta questa mattina, dalle 9, la traslazione della salma del Pontefice, da Casa Santa Marta a San Pietro. Iniziato l’omaggio e la preghiera da parte dei fedeli di tutto il mondo che proseguirà fino a venerdì sera. Sabato le esequie in piazza. Nella liturgia cattolica traslazione è il movimento della salma di un Pontefice dalla sua residenza alla Basilica Vaticana. Mentre ostensione è letteralmente l’esposizione ai fedeli del corpo del Papa. Si parla di ostensione anche durante l’eucarestia quando l’ostia consacrata viene esposta all’adorazione dei federi e viene conservata nell’ostensorio. La traslazione e l’ostensione della salma del Papa sono passaggi stabiliti dal libro liturgico dedicato alle esequie del Romano Pontefice ovvero l’Ordo Exsequiarum Romani Pontificis, la cui seconda edizione, a distanza di 25 anni dalla prima, è stata approvata il 29 aprile 2024 dallo stesso Papa Francesco che ha ricevuto la prima copia del volume stampato il 4 novembre scorso. Papa Francesco aveva chiesto, come spesso aveva dichiarato, i semplificare e adattare alcuni riti della celebrazione delle esequie del Pontefice ritenendole quelle “di un pastore e discepolo di Cristo e non di un potente di questo mondo”. Sono rimaste le tre stazioni classiche: la prima ‘nella casa del defunto’ ma con la constatazione della morte del Pontefice nella sua cappella privata, anziché nella camera del defunto, e la deposizione della salma nell’unica bara di legno e in quella interna di zinco, prima di essere traslato nella Basilica di San Pietro. È stata eliminata, invece, la prima traslazione nel Palazzo apostolico, prevista nel rito precedente. È stata rimodulata anche la seconda stazione: poiché la deposizione nella bara è già avvenuta dopo la constatazione della morte. La seconda stazione ‘nella Basilica Vaticana’ considera un’unica traslazione nella Basilica di San Pietro in Vaticano, la chiusura della bara e la Messa esequiale con l’ultima raccomandazione e il commiato. Nella Basilica Vaticana il corpo del Pontefice defunto, riporta Ansa, è esposto direttamente nella bara e non più su un alto cataletto. Infine, la terza stazione ‘nel luogo della sepoltura’ include la traslazione del feretro del Pontefice al sepolcro e la tumulazione. Questa stazione ha subito un significativo snellimento a causa dell’eliminazione della deposizione e chiusura della bara di cipresso in una seconda di piombo e in una terza di rovere o di altro legno. Un altro elemento di novità consiste nell’introduzione delle indicazioni necessarie per l’eventuale sepoltura in un luogo diverso dalla Basilica Vaticana che per Papa Francesco sarà la Basilica di Santa Maria Maggiore.

Loreto

Il Santuario Pontificio della Santa Casa di Loreto prolunga e intensifica in questi giorni la propria preghiera per il Santo Padre Francesco, in unione spirituale con tutta la Chiesa universale, profondamente colpita dalla sua scomparsa. Da oggi a venerdì 25 aprile, l’arcivescovo mons. Fabio Dal Cin guiderà ogni giorno la recita del Regina Coeli e del rosario alle ore 12 e alle ore 21.

Prefettura

In seguito alla proclmazione del lutto nazionale per la scomparsa del sommo Pontefice Francesco deliberato dal Consiglio dei ministri, a partire da oggi e fino alla celebrazione delle esequie previste per sabato 26 aprile 2025, è stata disposta l’apertura di un registro di condoglianze per i cittadini che desiderino manifestare in forma diretta il proprio cordoglio”. Ne dà notizia la Prefettura spiegando che “il registro sarà accessibile dalle ore 8:00 alle ore 20:00 presso l’ingresso della Prefettuta – di Ancona in via Pizzecolli (cortile laterale del Palazzo del Governo)”.