“Turno di Guardia”, Gianni Zappaterreni: Una band nata con don Giovanni Mosciatti, oggi Vescovo di Imola
Una band nata nel 1988 da una grande passione per la musica. Una storia bellissima nella quale è stata fondamentale nella sua creazione la partecipazione dell’allora professore di religione, ed oggi Vescovo di Imola, don Giovanni Mosciatti. Abbiamo raggiunto uno dei membri del gruppo musicale “Turno di Guardia”, Gianni Zappaterreni, per farci raccontare la storia di questa band. “Nulla è nato da un progetto pianificato a tavolino – racconta Gianni – nessun buon progetto avrebbe potuto avere la presunzione di durare così a lungo. In fondo abbiamo aderito con semplicità ad un invito ed è accaduto un avvenimento che ci ha cambiato il cuore e che, malgrado le distanze dove abitiamo, ci fa sentire più amici e volerci più bene. La band è il frutto di un rapporto di amicizia nato molti anni fa tra i banchi di scuola dell’Istituto Tecnico Agrario di Fabriano nel lontano 1988 e da una forte passione per la musica. Quella musica che si ascoltava e cantava a squarciagola tra amici la sera e nei pullman in gita proprio con il nostro prof. di religione don Giovanni Mosciatti che ci coinvolgeva con la chitarra e noi, con strumenti improvvisati. E poi la provocazione fu proprio di don Giovanni ‘perché non ritrovarci per suonare insieme? Facciamo una festa!’ Ed ecco la band nasce proprio da un desiderio di fare festa”. La band diventa nel tempo un luogo di amicizie, di incontri, di risate, di avventure in giro per decine di città, regioni, viaggi, nottate passate nel furgone per poi ritornare sui banchi di scuola la mattina, stanchi ma felici. “Nel tempo– prosegue Gianni- nasce addirittura un album inciso nelle ormai vecchie cassette con nostre canzoni originali ispirate dalle nostre esperienze, da ciò che vivevamo e dalla realtà che ci accadeva intorno si va da ‘Aiutami tu’ come esigenza di un rapporto vero autentico alle domande che ognuno si porta dentro nel cuore, a ‘Radio Sarajevo’ nata dal dramma nei tempi della guerra nei Balcani in Kosovo. In quegli anni, colpiti e provocati da una frase sentita in un salmo una domenica, ‘la vita è come un turno di veglia nella notte’ nasce l’esigenza di dare un nome al gruppo che si stava affermando. L’idea, è il desiderio di avere per ognuno di noi proprio questo sguardo, questo atteggiamento vigile di fronte alla vita che passa, questa tensione di fronte a ciò che accade così da renderci attivi ed essere affamati difronte a ciò che la vita ci proponeva e ci provoca anche oggi. Una decisione personale di fronte alla vita che ci chiamava ma, condivisa insieme nella band... ecco il ‘Turno di Guardia’ ed oggi ancor più sinteticamente ma più presente ‘TURN ’O’, dall’inglese turn; cambiare, girare; una svolta, una conversione, proprio come le nostre vite nel tempo cambiate, trasformate, da avvenimenti importanti e decisivi capitati nella nostra storia”. Il gruppo è stato per molto tempo una compagnia in cammino dove amici preziosi con la loro amicizia e il loro talento musicale hanno contribuito e reso così affascinante questa storia. Da trent’ anni il Turn’O è composto da Gianni Zappaterreni alla voce (Zappa), Paolo Lepri alle tastiere (Il Maestro), Roberto Zamponi al basso (zio Rob),Andrea Petrini alle chitarre (Pedr0) e Mauro Mosciatti (Mulle) alla batteria. Cerchiano di capire qual è la proposta musicale della band TURN’O. “Pur avendo più o meno la stessa età anagrafica – continua Gianni – abbiamo gusti musicali diversi. Abbiamo cercato, nel tempo, di scegliere brani per il nostro repertorio, di volta in volta, accontentando i gusti musicali di ognuno e dovendoci adeguare alla suonata o al concerto che dovevamo fare.Siamo passati attraverso decine di matrimoni, compleanni, feste di paese, a suonate nei pub, fino a concerti di ascolto in varie chiese o teatri d’Italia. Ci piacciono i cantautori italiani, i grandi successi internazionali come Stevie Wonder e Toto e la Dance anni ’70.Musicalmente abbiamo percorso principalmente due itinerari: uno di ascolto e uno più di intrattenimento. Il primo lo abbiamo rappresentato più che altro nei teatri, con brani più impegnati. Quello che ci impegnò di più fu lo spettacolo sulla Fede, messo in piedi nel 2013 in occasione dell’anno giubilare della Fede, era uno spettacolo di brani musicali e poesia che ripercorreva la traiettoria della scoperta e della consapevolezza della Fede. In questa occasione il Vescovo Mosciatti ci diede un grosso contributo, sia nella stesura dello spettacolo che nella realizzazione live sul palco. Poi da sempre ci proponiamo come cover band nei locali per serate di intrattenimento con un repertorio più movimentato e brani più internazionali, con pezzi dance e funky”. Nel gruppo suonava anche don Giovanni Mosciatti, chiediamo a Gianni di raccontarci qualche curiosità su di lui e se rimangono in contatto con il Vescovo di Imola. “Suonava – racconta Gianni – e quando può suona ancora con noi, magari in occasione di feste con amici in comune. Dal vivo l’ultima esibizione insieme è stata l’occasione della sua ordinazione a Vescovo ad Imola nel 2019. E’stato uno spettacolo fantastico davanti a migliaia di persone, finimmo anche sul Tg1. Ma non dimentichiamo gli inizi, quando suonavamo dentro il cassone di un TIR o sopra un tavolo da biliardo. Per noi è tutt’ora un vero e proprio fratello maggiore, anche se ci vediamo poco, nello stesso instante in cui ci rivediamo tutto ricomincia da dove ci eravamo lasciati, un miracolo di amicizia fraterna. Negli anni non è stato solo il nostro prof. di religione e un grande trombettista della nostra band ma anche colui che ci ha sposato e battezzato i nostri figli. Siamo una famiglia che ama e tiene al destino dell’altro come fosse il proprio. Ci siamo visti pochi giorni fa e ci sentiamo regolarmente, grazie anche alle chat”. Concludiamo chiedendo a Gianni quali sono i programmi per la primavera ed estate 2025 della band TURN’O. “Dipendesse da noi suoneremmo tutti i week end ma tra le distanze (siamo sparpagliati tra Perugia, Osimo, San Severino e Senigallia), il lavoro e la famiglia riusciamo ad esibirci una decinadi volta all’anno, oltre ovviamente a vederci per fare le prove e aggiornare il repertorio. Vorremmo fare qualche cosa per il Giubileo, ci stiamo ragionando in questi giorni, l’importante come ci diciamo sempre è restare in Tour Permanent per tutta la Vita”.
Edoardo Patassi

