Percorsi di giustizia riparativa e di educazione alla legalità. Un incontro a Fabriano

Quarto e ultimo appuntamento sulla giustizia riparativa – venerdì prossimo 10 novembre a Fabriano, presso l’aula magna dell’istituto Morea – promosso da Libera Marche insieme al Centro Giustizia Minorile Emilia Romagna e Marche e sostenuta dal Ministero di Grazia e Giustizia, Dipartimento di Giustizia minorile e di comunità. La giustizia riparativa è un paradigma di giustizia che coinvolge chi ha subito un danno, chi lo ha agito e la comunità tutta; la serie degli incontri, che fa parte del progetto Next Generation, ha come titolo “Ritessere legami, accompagnare le persone”, perché è solo attraverso una ritessitura dei rapporti che è possibile costruire reti e accompagnare le ferite inferte alle vittime e alla società. Gli incontri sono rivolti a tutti e a tutto il territorio marchigiano, in particolare a chi – singoli, enti, associazioni – vive percorsi di giustizia riparativa o se ne occupa direttamente o indirettamente. Dopo i primi tre incontri di presentazione della Giustizia riparativa, svoltosi ad Ancona il 29 settembre, del Progetto Amunì il 6 ottobre a Pesaro e il terzo con l’ascolto di esperienze presenti nel territorio marchigiano a Grottammare il 13 ottobre, sarà a volta di un incontro/testimonianza molto significativo.

Nella sala Ubaldi dell’Istituto superiore Morea Vanvitelli in via Mattarella 20 a Fabriano, venerdì 10 novembre porterà la sua testimonianza Marisa Fiorani, familiare di vittima innocente delle mafie. Il titolo dato all’incontro è: “La Memoria tra testimonianza e racconto”, perché la vita delle vittime innocenti delle mafie non riguarda solo la famiglia, ma sono le storie dei nostri territori che, riunite insieme, raccontano un pezzo di storia del nostro Paese. Leggere e conoscere queste storie, sostenere i familiari nel percorso di trasformazione del dolore in impegno, chiedere verità e giustizia per tutte le vittime innocenti è stata la responsabilità che Libera si è assunta per costruire insieme una memoria pubblica e condivisa.

Marisa Fiorani è la mamma di Marcella Di Levrano il cui corpo fu ritrovato il 5 aprile del 1990 in un bosco fra Mesagne e Brindisi. Marcella, dopo un trascorso di tossicodipendente, frequentazioni di ambienti malavitosi e con pregiudicati appartenenti alla criminalità organizzata brindisina e salentina, aveva deciso di abbandonare quel mondo, iniziando a collaborare con le forze dell’ordine e riferire alle stesse quel che sapeva della Scu. Marcella aveva l’abitudine di annotare tutto ciò che le accadeva in un’agendina alla quale, sin dai tempi della scuola, confidava tutti i suoi pensieri e gran parte di ciò che le capitava durante la giornata. Diventò un diario minuzioso che raccontava storie di droga, di criminalità organizzata, ma anche di ripulsa di quel mondo. Non le fu dato il tempo di venirne fuori perché non appena si ebbe il semplice sospetto, fu decisa immediatamente la sua eliminazione in modo così spietato, uno degli atti più truci della storia della Sacra corona unita.

Libera Marche