Mozioni, in consiglio regionale e provinciale, sull’installazione del fotovoltaico a Sassoferrato

Sassoferrato – “Nella seduta del primo agosto prossimo sarà discussa la mozione, a mia prima firma e sottoscritta da tutti i capigruppo sia di maggioranza che di opposizione, relativamente al Progetto per l’installazione di pannelli fotovoltaici a terra, “Sassoferrato 1” e “Sassoferrato 2” nell’area industriale sovracomunale di Monterosso Stazione”. Così Carlo Ciccioli, capogruppo consigliere regionale di Fratelli d’Italia. Nei giorni scorsi, ricordiamo è stata ufficialmente presentata una mozione ‘figlia’, a prima firma del consigliere di FdI Belinda Raffaeli. Un’accelerazione dei tempi necessaria in vista della Conferenza dei servizi prevista nei prossimi giorni.

“L’impianto fotovoltaico in questione, un’invasiva occupazione di suolo in un’area paesaggisticamente pregiata – dice Ciccioli – può essere ben collocato altrove evitando così una ferita gravissima che segnerebbe, per decenni, un territorio ad alta valenza ambientale e naturalistica, anche perché collocato in prossimità di produzioni agricole bio, a ridosso delle abitazioni e della tratta ferroviaria Fabriano-Pergola ad alta vocazione turistica. Dieci-dodici ettari di fotovoltaico a terra, a ridosso del Monte Strega, costituiscono un vero e proprio stravolgimento del paesaggio e di tutti gli eco-sistemi presenti. Nella mozione in Consiglio regionale, per la quale ringrazio tutti i colleghi consiglieri per averla sottoscritta senza distinzioni di sorta, si esprime netta contrarietà alla realizzazione di questo progetto. E si invita la Giunta regionale, per le competenze in materia, ad intraprendere un percorso di seria valutazione, con confronti di valenza politico-istituzionale, anche con il comune di Sassoferrato e la Provincia di Ancona, per scongiurare un vero e proprio stravolgimento del paesaggio inserito nel contesto di uno dei Borghi più belli d’Italia com’è, per l’appuntamento, Sassoferrato. Ricordo – conclude Ciccioli – che la raccolta di firme promossa dal Comitato spontaneo ha già raggiunto il numero di oltre 1.200 firme per opporsi a questo progetto con dati di fatto oggettivi. Una protesta dal basso che merita di essere ascoltata dalla politica su un progetto privato che impatta considerevolmente sul patrimonio pubblico ed è giusto che il Consiglio regionale si esprima a riguardo”.