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Neve nell’entroterra: rallentamenti e allagamento del sottopasso di Moscano

Fabriano – Maltempo anche nel Fabrianese con un’abbondante nevicata che questa mattina presto ha creato disagi in città e nel comprensorio. Garantita la circolazione nelle vie principali, molto più problematica la viabilità nelle strade secondarie e nelle frazioni. Disagi anche per raggiungere la Cittadella degli studi con diversi genitori in difficoltà a raggiungere la sede con i propri mezzi. I cortili interni delle altre scuole cittadine si presentavano con grandi cumuli di neve. Rallentamenti lungo la SS 76, tra Fabriano e Fossato di Vico: cinque i mezzi intraversati che hanno bloccato, a metà mattina, la circolazione in direzione Umbria. Traffico sostenuto nella città della carta causa alcuni camion che sono rimasti bloccati, uno in particolare nella zona Borgo, e per colpa di diverse auto sprovviste di pneumatici idonei. E’ in corso anche un monitoraggio attivo da parte dei Carabinieri della Compagnia di Fabriano, in particolar modo dei militari delle stazioni di Sassoferrato, Genga e Arcevia: dalle prime ore del mattino sono impegnate sul territorio per monitorare il livello dei fiumi Giano, Sentino, Nevola ed Esino, tutti con una portata d’acqua imponente e la viabilità. Fortunatamente, poi, la situazione metereologica è migliorata con il passare delle ore e l’innalzamento delle temperature.

Il punto del sindaco Ghergo

“A Fabriano città le precipitazioni nevose sono iniziate in modo copioso questa mattina alle ore 7 dopo una notte di pioggia battente. I mezzi antineve, pronti fin dalle prime ore del mattino, si sono subito attivati e stanno circolando per rendere praticabile la viabilità che al momento non registra particolari criticità. Un allagamento si è registrato presso il sottopasso della frazione di Moscano e ha tenuto impegnata la struttura di emergenza comunale, ma il problema è stato rapidamente risolto. Questa mattina in città c’erano circa 10 centimetri di neve, oltre 50 centimetri nelle frazioni dove i mezzi spazzaneve non hanno mai cessato di operare. È stato raccomandato alla popolazione di viaggiare solo su mezzi provvisti di gomme termiche in quanto gli unici problemi riscontrati nel corso della mattina hanno riguardato la circolazione di auto e mezzi pesanti non provvisti di pneumatici adeguati”.

Coldiretti Marche 

Il crollo delle temperature e la pioggia incessante stanno mettendo a rischio i raccolti nelle campagne marchigiane. Particolarmente delicate le situazioni nelle valli del Cesano, del Misa, del Potenza e del Chienti, già interessate dalle esondazioni dello scorso settembre. Agricoltori con il fiato sospeso. Nell’entroterra di Senigallia si registrano campi allagati per lo più dalla quantità delle precipitazioni con la terra che non riesce ad assorbire tutta l’acqua piovuta ininterrottamente da giorni. A Macerata i fiumi sono al limite mentre diversi fossi si sono già riversati nei campi e nelle strade come Fosso Colardo a San Firmano (Montelupone) o il Monocchia a Recanati. A Piediripa strade invase da fango e acqua mentre in contrada Sant’Egidio a Montecassiano si registrano famiglie isolate. Gli agricoltori segnalano che alle abbondanti precipitazioni diversi argini non hanno retto per l’azione delle nutrie. I roditori alloctoni che hanno invaso i corsi d’acqua di tutta Italia sono soliti infatti costruire le loro tane proprio a ridosso dei fiumi. Scavando cunicoli, indeboliscono gli argini. Per quantificare i danni occorrerà attendere il ritiro delle acque ma un altro grande timore è legato alle basse temperature che potrebbero portare gelate. “L’arrivo del grande freddo colpisce le coltivazioni invernali in campo come cavoli, verze, cicorie, e broccoli. Questi ultimi reggono anche temperature di qualche grado sotto lo zero ma se la colonnina di mercurio scende repentinamente o se le gelate sono troppo lunghe si verificano danni. A preoccupare è anche il balzo dei costi per il riscaldamento delle serre per la coltivazione di ortaggi e fiori che risente dell’impennata della bolletta. L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici con i danni provocati dalla siccità e dal maltempo che hanno superato nel 2022 i 6 miliardi di euro” spiegano da Coldiretti Marche.

Marco Antonini