Amianto in centro, si volta pagina. Una storia lunga 5 anni

Dopo cinque anni dal primo atto si volta pagina in via Gentile, in centro storico a Fabriano. Ieri sono stati affidati i lavori per la rimozione dell’amianto dal capannone per oltre 41mila euro. Si avvia a una soluzione definitiva una vicenda che ha tenuto banco in città per moltissimo tempo. La determina è stata firmata ieri dal Dirigente ad Interim del Settore Governo del territorio, Cataldo Strippoli. Così il Comune di Fabriano ha proceduto ad affidare alla ditta Cipef di Gagliole i lavori per la rimozione del tetto in amianto dell’immobile sito in via Gentile da Fabriano. I lavori, affidati per la precisione, per 41.236 euro, inizieranno nei prossimi giorni. “Un atto obbligatorio per la salute dei cittadini che avviene dopo un esposto alla prefettura – dice l’ex consigliere comunale di Forza Italia, Olindo Stroppa, residente della zona. – Ho lottato per più di 4 anni perché questo avvenisse”. Ora, dopo aver disposto l’impegno di spesa ed effettuato la nomina della struttura tecnico-amministrativa, sono stati affidati i lavori che partiranno a breve.

La storia, dal nostro archivio

No all’amianto in centro storico a Fabriano. Da anni si attende la demolizione del vecchio capannone in via Le Povere. Da alcuni giorni è in atto una mobilitazione dei cittadini che stanno raccogliendo le firme per sollecitare l’intervento del Comune, dopo le prese di posizione di Asur. Il comitato degli abitanti del centro storico ‘’IdeAre il Centro”, in collaborazione con il comitato “Cittadini Attivi”, ha organizzato una raccolta firme per dire basta ad una situazione di rischio per la salute rappresentato da una copertura in cemento amianto di grandi dimensioni presente in via Le Povere, nel cuore della città della carta. “Nel 2017 l’Asur ha verificato che l’immobile di proprietà privata può rappresentare un potenziale rischio per la salute dei cittadini. Dopo varie sollecitazioni – dice Olindo Stroppa, consigliere comunale dii Forza Italia – interpellanze e progetti per la messa in sicurezza della zona ai discorsi non sono seguiti i fatti. I cittadini stanchi di dover convivere con questo rischio, hanno già raccolto centinaia di firme e si rivolgeranno agli organi competenti che dovranno giudicare e speriamo risolvere la situazione”. Una situazione che va avanti da quattro anni. Il 26 aprile del 2017, con Pec dell’Asur veniva ordinata la rimozione della copertura in amianto dello stabile. Un’ordinanza del sindaco dell’8 agosto dello stesso anno ordinava ai proprietari la rimozione della copertura entro 60 giorni, in quanto la struttura si trova in zona ad alta densità abitativa. In caso di mancata ottemperanza si sarebbe proceduto alla esecuzione dei lavori da parte del Comune con spese a carico dei proprietari. “A distanza di 4 anni dalla prima nota dell’Asur non è cambiato nulla e c’è in ballo la salute dei cittadini” conclude Stroppa. I residenti della zona e non solo chiedono all’Amministrazione comunale di mettere mano all’area di via Le Povere, dove dovrebbe essere abbattuto lo stabile in questione per lasciare spazio a una piazzetta.

m.a.

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