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Palio di San Giovanni Battista, le premiazioni aspettando la Sfida del Maglio

Fabriano – Il Palio di San Giovanni Battista si avvia al gran finale. Davanti a più di 3mila persone Porta Cervara è stata premiata, ieri sera, vigilia del patrono, San Giovanni Battista, in piazza del Comune. E’ sua la migliore infiorata. Seguono: Borgo, Piano e Pisana. L’albo d’onore vede Cervara con 12, Borgo con 7, Piano con 4 e Pisana con 3. La premiazione alla presenza del sindaco, Daniela Ghergo. Poi si è tenuto l’atteso Palio dei Monelli che ha visto vincere sempre Porta Cervara. Seguono: Borgo, Piano e Pisana. L’albo d’onore vede Porta del Borgo con 8 vittore, segue il Piano con sette, Pisana con 5 e Cercava con 2. Oggi festa di San Giovanni Battista. Questa mattina l’annullo postale nella sede dell’Ente Palio. Dopo le Sante Messe delle 9,30 e delle 11,15 in Cattedrale, il prossimo appuntamento è questo pomeriggio. La concelebrazione eucaristica in Cattedrale delle ore 18, alla presenza del Vescovo Francesco Massara, sarà presieduta dal neo presidente della Cei ed Arcivescovo di Bologna Mons. Matteo Zuppi. Il canto liturgico sarà animato dal gruppo corale S. Cecilia di Fabriano, cappella musicale della Cattedrale. Al termine della celebrazione si tornerà a svolgere la processione con il seguente percorso: Largo Bartolo da Sassoferrato, piazza del Comune, via Balbo, via Mamiani, via Leopardi, piazza Papa Giovanni Paolo II. Presterà servizio il Corpo Bandistico “Città di Fabriano”. Dalle 21,30 appuntamento in Piazza del Comune con la premiazione del Trofeo delle Porte e poi la Sfida del Maglio.

La Prima strega delle Marche – Il bozzetto di Porta Cervara – di Roberta Gagliardini

Il bozzetto narra di una vicenda realmente accaduta nel 1210, il tragico rogo di una donna accusata di stregoneria sulla pubblica piazza di Castrum Collamati, come riporta la testimonianza del frate minore Francesco Maria Nicolini che la narra nel suo manoscritto “Historia di Collamato”, conservato presso l’Archivio storico comunale. Questa povera donna fu accusata e portata al rogo da uomini e donne di Collamato con l’accusa di essere una “stiga, malefica et meretrix”, senza aver avuto neppure regolare processo, ma prelevata dalla folla inferocita e giustiziata. I misfatti presunti commessi dalla donna sicuramente erano collegati anche alla religiosità del mondo stregonesco, che nulla aveva a che fare con il mondo cristiano. Sulla sinistra si scorge l’Eremo di San Cataldo arroccato su uno sperone del Monte Corsegno, che sovrasta la cittadina di Santa Anatolia (Esanatoglia) di cui era originaria la protagonista di questo atroce accaduto, che segnò per sempre in senso negativo i rapporti tra le vicine comunità di Santa Anatolia e di Collamato. Questo fu il primo episodio nelle Marche di una barbara caccia alle streghe che vedeva coinvolte per la quasi totalità donne che avevano dimestichezza con le proprietà curative di piante ed erbe con cui preparavano soluzioni curative, come quella che la protagonista del bozzetto è nell’atto di porgere alla gestante colta da malore e assistita da altre donne in sua compagnia. Questa competenza nel maneggiare la medicina popolare entrava in collisione con la medicina tradizionale, dotta e maschile, che valse a quelle povere sventurate donne che ne facevano pratica la nomea di fattucchiere e streghe. Nel Medioevo le donne che avevano queste conoscenze erano molto importanti proprio per la loro esperienza e familiarità delle malattie femminili, e non solo, e dei rimedi necessari per curarle. Inoltre assistevano nei parti grazie alla loro abilità in ostetricia e ginecologia, ma costantemente queste competenze le mettevano in pericolo e le assoggettavano al giudizio negativo popolare e religioso diventando un capro espiatorio delle disgrazie umane. Un alone negativo che le donne si trascinano dietro del peccato originale, qui rappresentato dal serpente che si camuffa nell’ambiente circostante per palesarsi al momento del rogo, nel momento di massima espressione di un’ingiustizia perpetrata da spietati esseri umani.

L’appello del sindaco di Fabriano, Daniela Ghergo

“In considerazione del rilevante aumento dei casi di positività al Covid 19 sul territorio comunale, anche in previsione degli eventi in programma per la festività del Patrono e per la chiusura del Palio di San Giovanni Battista, si raccomanda l’uso della mascherina FFP2 dove non sia possibile garantire il corretto distanziamento. Inoltre, si fa appello alla massima responsabilità dei cittadini affinché siano poste in essere le tutte le misure precauzionali idonee a contenere il contagio”. Così, in una nota, il primo cittadino.

Marco Antonini