Carlo Buccirosso grande protagonista al Teatro del Sentino di Sassoferrato

Sassoferrato – Un’occasione unica per ridere, tanto, ma anche per riflettere! Il palcoscenico del Sentino ospita, giovedì 17 marzo alle ore 21,00, un personaggio di grande talento e professionalità, dalla straordinaria vena comica, ma anche artista intenso e poliedrico, insomma un autentico maestro delle scene: Carlo Buccirosso. L’artista partenopeo, attore, regista e commediografo con una lunga e prestigiosa carriera cinematografica e teatrale alle spalle, porta in scena una splendida opera teatrale scritta, diretta e interpretata da lui stesso: La rottamazione di un italiano perbene. Una commedia esilarante e irriverente, a tratti anche commovente e, al tempo stesso, dai contenuti drammatici perché calata in un contesto sociale di estrema attualità: la grande difficoltà di famiglie e imprese, esasperate dalla crisi economica e oppresse dalle tasse, a far quadrare i propri bilanci. Con la sua spiccata ironia, “accompagnata” talvolta da un velo di amarezza, la sua spontanea napoletanità e la “talentuosa leggerezza” con cui tratta problematiche rilevanti, Buccirosso è autore di un’interpretazione maiuscola. Accanto a lui un validissimo cast di nove artisti sapientemente calati nei rispettivi ruoli di personaggi fortemente caratterizzati, che si muovono e interagiscono tra loro con un sincronismo perfetto di tempi e battute e dove ciascuno, a turno, diventa protagonista della scena: in ordine di apparizione, Donatella De Felice, Elvira Zingone, Giordano Bassetti, Fiorella Zullo, Peppe Miale, Gino Monteleone, Matteo Tugnoli, Davide Marotta, Tilde De Spirito.

«Alberto Pisapìa – è scritto nelle note di regia – ristoratore di professione, gestisce un ristorante di periferia ormai sull’orlo del fallimento! Sposato con Valeria Vitiello, donna sanguigna dal carattere combattivo, è padre di due figli, Viola e Matteo, la prima anarchica e irascibile, l’altro riflessivo e pacato. Alberto vive ormai, da quasi quattro anni, una situazione di grande disagio psichico che negli ultimi tempi ha assunto la conformazione di un vero e proprio esaurimento nervoso! Difatti, un po’ a causa della crisi economica del Paese e della propria attività di ristorazione di riflesso, e anche a seguito di una serie di investimenti avventati, Alberto si è ritrovato a dover combattere una personale, disperata battaglia contro gli attacchi spietati dell’Equitalia che, con inesorabile precisione, lo colpisce quasi quotidianamente nella quiete della propria abitazione, ormai ipotecata da tempo, con cartelle esattoriali di tutti i tipi, di tutti generi, di svariate forme e consistenza!… E ben poco sembra poter fare l’amore quotidiano di sua moglie Valeria e dei suoi due figli, tesi a recuperare la lucidità di Alberto attraverso l’illusoria rappresentazione di una realtà ben diversa da quella che logora ormai da tempo la serenità dell’intera famiglia Pisapia!…». Non sveliamo il finale… lo si può conoscere soltanto venendo a teatro! Dunque, una pìece divertentissima, dai toni e dai personaggi spesso paradossali e grotteschi, che coinvolge emotivamente lo spettatore non soltanto per la sua straripante ilarità, ma anche per il suo retrogusto amaro che è più di un invito alla riflessione.

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