Industria manifatturiera marchigiana in recupero nell’ultimo trimestre del 2021

Ancona – L’industria manifatturiera regionale chiude il quarto trimestre 2021 con attività produttiva e commerciale in recupero rispetto ai livelli rilevati nello stesso trimestre del 2020. Secondo i risultati dell’Indagine Trimestrale condotta dal Centro Studi “Giuseppe Guzzini” di Confindustria Marche, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, nel trimestre ottobre-dicembre 2021 la produzione industriale ha registrato un aumento del 3,3% su base tendenziale, risultato in linea con quello osservato a livello nazionale (+3,8%). Il risultato è dovuto alla presenza di dinamiche molto differenziate tra i diversi settori dell’economia, con alcuni comparti che hanno sperimentato variazioni positive dei livelli di attività e altri che hanno chiuso il trimestre con risultati più deboli.

Positiva l’attività commerciale complessiva nel quarto trimestre 2021: l’andamento delle vendite in termini reali ha registrato una crescita del 4,3% rispetto allo stesso periodo del 2020, con un andamento più favorevole sul mercato interno. Le vendite sul mercato interno hanno registrato un aumento del 4,6% rispetto al quarto trimestre 2020, con risultati positivi per tutti i settori tranne i Minerali non metalliferi, che hanno registrato una sostanziale stazionarietà. Le vendite sull’estero hanno registrato un aumento del 3,9% rispetto al quarto trimestre 2020. In negativo solo il Legno e Mobile. Positivi o stazionari gli altri settori. Nella media del trimestre ottobre-dicembre 2021, i livelli occupazionali sono diminuiti dello 0,4%, con andamenti negativi nel comparto Moda e Alimentare. Nello stesso periodo le ore di cassa integrazione hanno subito una diminuzione del 71,1% rispetto al quarto trimestre 2020, passando da 25,1 a 7,3 milioni.

“Il dato relativo al quarto trimestre 2021 – ha dichiarato il Presidente di Confindustria Marche Claudio Schiavoni – riflette la diversa velocità di recupero che i settori manifatturieri hanno sperimentato dopo la pausa estiva a causa sia della natura che della composizione della domanda settoriale. Anche in chiusura d’anno si conferma il traino della componente interna della domanda mentre molto differenziata tra i comparti è risultata la dinamica sui mercati esteri. Evidente, infine, il peso di fattori esogeni quali il costo dell’energia e la disponibilità delle materie prime. Le difficoltà sui mercati di approvvigionamento – ha concluso Schiavoni – stanno comprimendo sensibilmente i margini delle imprese nonché, in un numero crescente di casi, ostacolando la regolarità dei processi produttivi e il rapporto con i mercati di sbocco.” Secondo le stime delle imprese marchigiane rilevate nel Cruscotto Congiunturale del nostro Centro Studi, si raffredda la dinamica espansiva dell’attività economica in apertura di 2022 a causa della scarsità e della forte crescita dei prezzi delle materie prime, in particolare gas ed energia elettrica.