La Madonna nell’arte: l’Annunziata di Antonello da Messina

In occasione della festività dell’8 dicembre, l’Immacolata Concezione che oggi festeggiamo, riflettevo su come l’arte abbia dedicato grandi capolavori e rappresentazioni della Vergine Maria durante il corso dei secoli. Tra i tanti dipinti celebri, da sottolineare che Raffaello fu tra quelli che trasse grande ispirazione dal tema della Vergine, mi sono soffermato su una delle opere più affascinanti, intriganti, originali, realistiche non solo del Rinascimento, ma della storia dell’arte in generale, una piccola tavola del 1477 conservata a Palazzo Abatellis a Palermo, l’Annunziata di Antonello Messina. Probabilmente eseguito a Venezia, poi portato in Sicilia dopo la morte di Antonello, spicca per la sua perfetta costruzione spaziale e per l’atmosfera in cui è immersa la figura. Tema dell’Annunziata inedito e originale: indimenticabile e delicato sguardo della Vergine nel momento di ricevere l’annuncio, una sorta di pausa di riflessione mentre la mano destra modellata da luce è protesa a bloccare l’angelo, la sinistra chiude lentamente il velo di un azzurro intenso vivissimo. Intrigante per certi aspetti la sua bellezza, aggiunge risalto all’opera la lezione prospettica appresa da Piero della Francesca che si coniuga al dettaglio e alla perfezione dei ritratti dei fiamminghi, come Petrus Christus che molto probabilmente incontrò in Italia. Dalla pittura nordica riprese anche la luce e il suo forte naturalismo, da quella italiana l’antropocentrismo e la compostezza formale, una sintesi ben amalgamata nel suo periodo d’oro presso la Serenissima. Antonello, nato a Messina, apprese e migliorò la sua indole artistica nella bottega di Colantonio a Napoli. L’Annunziata rappresenta uno dei traguardi fondamentali della pittura rinascimentale italiana. La purezza formale, lo sguardo magnetico e la mano sospesa ne fanno un capolavoro assoluto.

Francesco Fantini