SS 76, fusti cromo esavalente da rimuovere. Corsa contro il tempo

Genga – A circa tre settimane dal ritrovamento dei quattro fusti di cromo esavalente in prossimità del cantiere del viadotto Mariani, a Valtreara di Genga, è corsa contro il tempo. Si attende, con una certa urgenza, infatti, la rimozione di quanto emerso nel corso delle recenti indagini. Intanto i pendolari chiedono il potenziamento dei lavori nei cantieri tra Genga e Serra San Quirico dove una serie di deviazioni e cambi di carreggiata mandano facilmente la circolazione in tilt. A Genga c’è anche chi già si aspettava che questi fusti inquinanti fossero stati già rimossi. Il sindaco, Marco Filipponi, che monitora la situazione, dichiara: “E’ un intervento da fare con urgenza, non ho avuto ancora riscontri in merito”. L’obiettivo è tenere alta l’attenzione su una problematica che sta procrastinando il completamento della SS 76 di mese in mese, di anno in anno. Le tappe delle operazioni sono state già stabilite: rimuovere i quattro fusti rinvenuti, in prossimità del cantiere del viadotto Mariani, poi procedere con nuovo piano di bonifica. Una spesa complessiva che si avvicina al milione di euro. Serviranno mesi, se non anni, per vedere ultimata la SS 76 nel tratto di quasi 1 chilometro nel territorio di Genga. “L’obiettivo è mettere in sicurezza l’area del viadotto con la rimozione urgente, dei nuovi quatto fusti di cromo esavalente ritrovati, poi nuovo studio del terreno e bonifica ulteriore. Fin quando l’area non verrà ripulita a dovere e ci saranno tracce di questa sostanza altamente tossica per l’uomo e per l’ambiente, non potranno ripartire e concludersi i lavori di raddoppio della SS 76 tra Fabriano e Serra San Quirico” dichiara il sindaco di Genga, Filipponi.

Nel corso di un vertice, sul posto, tre settimane fa, si è stabilita una tabella di marcia. La questione più urgente è rimuovere i quattro contenitori (rimossi in precedenza i sei rinvenuti tre anni fa), poi la bonifica e l’ok al contraente generale per ultimare il viadotto. Per fare il punto della situazione a Genga si sono ritrovati il sindaco, Marco Filipponi, provincia, Arpam, contraente generale Astaldi e Quadrilatero. “Si apre un nuovo scenario. Bisogna necessariamente rimuovere i fusti – dichiara il sindaco di Genga, Marco Filipponi – e sarà un intervento che costerà tra gli 800mila e il milione di euro, salvo ulteriori necessità. Poi bisognerà fare nuovo piano di caratterizzazione”. La prima fase è la più urgente: è la messa in sicurezza, la fase emergenziale a ridosso del vecchio cantiere degli Anni ‘70, poi serviranno indagini con un allargamento del raggio d’azione per evitare nuovi colpi di scena e la bonifica per evitare che quanto ritrovato possa aver inquinato ulteriormente. I piezometri, a 9 metri di profondità, continuano a monitorare. Non è chiaro quando ripartiranno i lavori e verrà ultimata la SS 76. Per il momento, infatti, l’area a ridosso del viadotto Mariani resterà su due corsie di circolazione invece che quattro. Non pochi i disagi alla circolazione per via delle deviazioni di carreggiata con gli automobilisti che lamentano criticità nella tratta che da Genga va a Serra San Quirico. E’ questo, infatti, il punto più critico della 76 con cantieri infiniti (e svincolo chiuso a Serra San Quirico) che stanno mettendo a dura prova anche i pendolari più pazienti.

Marco Antonini