I LAVORI DELL’IST.DIOCESANO SOSTENTAMENTO DEL CLERO

Conosciamo questa settimana le attività dell’Istituto Diocesano per il sostentamento del clero, un ente ecclesiastico di forte supporto alle esigenze dei fedeli e dei sacerdoti della diocesi di Fabriano/Matelica. Ne parliamo con il presidente, ingegner Massimo Stopponi, da decenni impegnato attivamente in diocesi, ricoprendo incarichi ecclesiali quali Capo Clan nell’ Agesci, Segretario della Consulta delle Aggregazioni Laicali, membro del Consiglio Pastorale diocesano, Incaricato diocesano al “Sovvenire”, Presidente della Soc. S. Vincenzo De Paoli e Coordinatore del movimento Rinnovamento nello Spirito.

Ingegnere, di cosa si occupa e quali sono le finalità specifiche di questo ente ecclesiastico?

Gli Istituti diocesani per il sostentamento del clero sono stati eretti in forza dell’art. 21 della legge 20 maggio 1985, n. 222, promulgata nell’ambito degli accordi politici stipulati nel 1984 tra la Santa Sede e la Repubblica Italiana allo scopo di modificare consensualmente i contenuti del concordato sottoscritto nel 1929 e noto come “Patti Lateranensi”. In pratica il 1984 è una data che fa da spartiacque, infatti con la firma della revisione del Concordato cambia una situazione ormai vecchia di oltre un secolo, risalente al Risorgimento italiano. Nel 1866 lo Stato aveva incamerato tutti i beni degli enti religiosi e vescovi e sacerdoti potevano contare sui redditi provenienti da case e terreni che lo Stato, all’occorrenza, integrava con assegni detti di “congrua”. Dopo il 1984 detti benefici ecclesiastici (case e terreni) sono trasferiti ai nuovi Istituti diocesani per il sostentamento del clero i quali, con i redditi ricavati dall’amministrazione del patrimonio (costituiti in gran parte da canoni di locazione di fabbricati e terreni) ed in buona parte trasferiti all’Istituto Centrale, concorrono tramite quest’ultimo ad assicurare il sostentamento di tutti i sacerdoti che svolgono il proprio ministero in servizio alle diocesi italiane. Il sostegno economico della Chiesa cambia: rimangono le offerte libere dei fedeli ma cessa la partecipazione diretta dello Stato. Nascono due nuove forme di sostegno economico alla Chiesa: l’8xmille e le offerte liberali, deducibili.

Quando è stato fondato l’Istituto Diocesano per il sostentamento del clero della diocesi di Fabriano/Matelica?

L’Istituto di Fabriano-Matelica ha acquisito la qualifica di ente ecclesiastico civilmente riconosciuto con decreto emesso il 6 maggio 1987 dal Ministero dell’Interno. Per il periodo dal 1992 al luglio 2018 l’Istituto è stato presieduto dall’ing. Giovanni Balducci.

Attualmente, quanti sono i membri del Consiglio Direttivo e con quali mansioni?

Nel luglio 2018 il Vescovo Russo ha nominato, per un quinquennio, il nuovo Consiglio di Amministrazione che risulta composto da 5 membri: Presidente: Ing. Massimo Stopponi; Vice Presidente: Dr. Giampaolo Caselli; Membri: Laura Coicchio, don Luigino Forotti, don Alberto Rossolini. A giugno 2021 il Vescovo Massara ha nominato invece il nuovo Collegio dei Revisori Conti composto da 3 membri: (Presidente) Rag. Calvero Busco; (Membri), don Marco Strona e Massimo Capodimonte. La struttura dell’Istituto si avvale poi di un organico costituito da due dipendenti con contratto di lavoro a tempo parziale: le sig.re Brunetti Alessandra e Bugliosi Emanuela. Il Consiglio, come da Statuto, provvede alla gestione dell’Istituto e a tutti gli atti e contratti di ordinaria amministrazione affinché il patrimonio ad esso affidato possa generare degli utili (costituiti in gran parte da canoni di locazione o da alienazione di fabbricati e terreni), finalizzati ad assicurare il congruo e dignitoso sostentamento del clero. Inoltre l’Istituto svolge una assistenza amministrativa e contabile a favore dei sacerdoti diocesani come interfaccia dell’Istituto centrale. Infine raccoglie e rendiconta le offerte deducibili versate dai fedeli.

Come vengono amministrati i beni immobili dall’ente e quanto reddito producono annualmente?

Il patrimonio gestito dall’Istituto sinteticamente è costituito da: circa 2.050 particelle di terreno di varia tipologia di coltura per complessivi 1.071 ettari (di cui oltre la metà boschivi), oltre a circa 147 fabbricati ad uso prevalentemente residenziale, oltre a magazzini e garage ubicati per la maggior parte dei casi in aree rurali della diocesi. I terreni sono quasi totalmente affittati a 102 locatari, mentre gli affittuari degli immobili sono 51. Purtroppo un discreto numero di fabbricati non possono essere locati perché collabenti, o inagibili.

Quanto ai terreni sono mediamente di piccola superficie e dislocati in aree collinari o montane di tre diverse provincie e ben otto comuni.  L’Istituto negli ultimi 3 anni ha prodotto un utile medio di circa € 43.000 l’anno.

Su quali questioni avete concentrato i lavori del Consiglio in questi primi tre anni di attività?

Oltre agli obblighi strettamente statutari, quali la redazione e l’invio all’Istituto Centrale dei Bilanci consuntivi per gli anni 2018-2019-2020 e di previsione 2021-2022, abbiamo perfezionato la vendita di alcuni terreni nel comune di Matelica a due primarie Aziende locali consentendo loro una delocalizzazione delle proprie attività ed un ampliamento delle stesse con una interessante plusvalenza per l’Istituto.

Parimenti abbiamo curato la locazione di immobili ad Enti pubblici locali per l’attuazione di importanti progetti con finalità sociali e assistenziali. Un forte impegno in termini di tempo e di risorse è stato profuso anche per l’implementazione di lavori di ristrutturazione e recupero di alcuni interessanti immobili nel Comune di Matelica per una loro valorizzazione. Nel settore più strettamente finanziario abbiamo provveduto alla sottoscrizione di nuovi investimenti, con la consulenza di primarie banche locali, in sostituzione di vecchi asset non più redditizi. Numerosi interventi di manutenzione straordinaria resisi indispensabili a causa della vetustà di molti immobili. È stata poi gestita la liquidazione di un debito nei confronti dell’Istituto Centrale e degli Ordinari diocesani, maturato negli anni dal 2009 al 2017 per il mancato trasferimento degli utili maturati. Ma una delle attività di cui siamo maggiormente orgogliosi è l’effettuazione di un accurato inventario dell’intero patrimonio di terreni e fabbricati con la creazione di schede per ogni asset e la loro valorizzazione con criteri di stima e con valori OMI o VAM.

Possiamo anticipare qualche progetto futuro su cui focalizzerete l’attenzione dell’ente?

Tra i progetti che vorremmo portare a compimento entro il termine del nostro mandato c’è, come già accennato, il completamento della ricognizione approfondita di tutto il patrimonio dell’Ente; il recupero e la valorizzazione di quei fabbricati che possono avere un immediato e positivo ritorno di investimento e parimenti l’alienazione di quegli asset che non concorrono agli utili. Vorremmo poi collaborare maggiormente con gli Uffici diocesani che volessero attivare esperienze di start up nel settore dell’agricoltura di nicchia specialmente se rivolti alla imprenditoria giovanile o con gli Enti pubblici e privati che avviano progetti di valenza sociale ed assistenziale. Un capitolo a parte riguarda l’aggiornamento e l’adeguamento dell’Ente a tutte le norme afferenti la legislazione in materia di sicurezza e certificazione.  Infine stiamo portando avanti un completo rinnovamento della rete informatica dell’ufficio e, unitamente all’Istituto centrale, l’implementazione di un nuovo e più efficiente sistema gestionale. Voglio sottolineare che l’Istituto Sostentamento Clero è un Ente ecclesiastico a tutti gli effetti, pertanto collabora strettamente con il Vescovo e si pone al Suo fianco mettendo a disposizione il suo patrimonio immobiliare e professionale per venire incontro anche alle esigenze dei fedeli del nostro territorio, sostenendo chi è in difficoltà e promuovendo nuove iniziative imprenditoriali e di natura sociale.

Gigliola Marinelli

  

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