Pedemontana, l’apertura del primo tratto slitta di alcuni giorni

Fabriano – E’ stata posticipata di qualche giorno l’apertura del primo tratto della Pedemontana delle Marche, da Fabriano a Matelica, passando per Cerreto d’Esi. Era prevista per oggi una cerimonia ufficiale, alla presenza del governatore Acquaroli, che è stata annullata visto l’isolamento volontario a cui si è sottoposto il presidente e la giunta regionale. Poi ci si è messo il maltempo che non ha permesso di completare le ultime cose e bisognerà attende alcuni giorni. Il tratto da 8 km, nonostante una serie di lavori che andranno comunque ultimati a tratta aperta, è ormai realtà, anche se con un ritardo, rispetto al cronoprogramma, di circa un anno. “Saranno aperte anche le uscite di Cerreto d’Esi e Matelica fermo restando che i lavori annessi agli svincoli verranno svolti successivamente” riferisce il sindaco di Cerreto d’Esi, David Grillini. Sono stati mesi di lavoro in Pedemontana (intero tracciato, fino a Muccia, 36 km), con più di 200 operai impegnati su tre turni. La tratta da Fabriano a Matelica Nord, primo dei quattro stralci funzionali della Pedemontana delle Marche, ha un costo complessivo di 90 milioni di euro finanziata nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro Marche. Prende il via dallo svincolo SS 76 Fabriano Est. La delibera del Cipe risale al 2012. A ottobre 2016 Quadrilatero ha avviato le lavorazioni preliminari. La carreggiata è larga 10,5 metri con 2 corsie da 3,75 metri, oltre a 2 banchine da 1,5 metri ciascuna. L’opera comprende 5 tra ponti e viadotti, una galleria lunga 900 metri e 3 svincoli. Il secondo stralcio, da Matelica Sud a Castelraimondo, potrebbe essere concluso nel 2022; gli ultimi due lotti, da Castelraimondo a Muccia, entro il 2024. Da Fabriano, intanto, si sollecita la ripresa dei lavori lungo la SS 76, tra Borgo Tufico e Serra San Quirico, dove ci sono restringimenti di carreggiata e disagi per via di una serie di lavori che attendono la conclusione. Recentemente si sono registrati diversi incidenti. Discorso a parte il viadotto Mariani di Genga dove è tutto fermo a seguito dell’ultimo recente ritrovamento di fusti di cromo per cui è necessario nuovo studio e successiva bonifica.

Marco Antonini

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