Galleria Nazionale d’Arte Moderna: l’Ercole del Canova

La Galleria nazionale d’Arte Moderna, la GNAM, di Roma è certamente un luogo da visitare, nel suo solenne palazzo a due passi da Villa Borghese progettato dall’architetto Cesare Bazzani in occasione dell’Esposizione Universale del 1911. Qui troviamo la prestigiosa collezione di arte moderna e contemporanea, con importanti opere dei grandi dell’800 e delle avanguardie del 900, valorizzata da nuovi allestimenti ed esposizioni in corso come Joint out of time, una sorta di trasformazione della Galleria dove l’elasticità del tempo è in questo caso la molla che scardina gli allestimenti classici, ossia quelli che seguono criteri cronologici, e dove sono esaltati gli spazi ampi in una nuova disposizione più accattivante per il visitatore. Il tutto a coronamento dell’impressionante e meravigliosa scultura alta più di 3 metri, vera icona della GNAM, Ercole e Lica di uno dei più grandi artisti di sempre, il protagonista del neoclassico, del ‘700, il veneto Antonio Canova. Questo gruppo scultoreo che si pone innanzi allo stupore di chi lo guarda, già nella prima sala della Galleria, è legato ad un episodio mitologico. Ercole, nella sua furia sta scagliando in aria Lica, il motivo della folle rabbia dell’eroe greco è dovuta al fatto che la tunica consegnatagli da Lica è cosparsa del sangue di Nesso il quale era stato ucciso dallo stesso Ercole con una freccia avvelenata dell’Idra, sangue e veleno che avrebbero poi fatto prender fuoco ad Ercole. Ercole è rappresentato nel momento in cui i suoi muscoli sono tesi al massimo, pronto a scaraventare con tutta la sua forza infinita il ragazzo nel mare, Lica è nella disperazione e cerca di aggrapparsi a tutti i costi alla pelle di leone caduta a terra. Realizzata in marmo bianco, la scultura è imponente, armoniosa, anatomia perfetta, equilibrio e plasticità classica: nell’azione concitata e drammatica risalta una bellezza ideale, universale ed eterna, la perfezione dei classici tanto cara al Canova.

Francesco Fantini

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