PROGETTO DI “SERVICE LEARNING”: LA PARTECIPAZIONE DEL LICEO STELLUTI

Fabriano – I percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO) offrono la possibilità di sviluppare attitudini e capacità degli studenti del secondo ciclo di istruzione in modo da proiettare l’alunno nel futuro prossimo dove dovrà acquisire un ruolo sociale.

Per il PCTO, nell’anno scolastico 2020/2021, le classi 4C indirizzo linguistico e 4F indirizzo scienze umane del liceo classico “Francesco Stelluti” di Fabriano hanno partecipato ad un progetto di “Service Learning”, combinando i processi di apprendimento e di servizio alla comunità locale.

Il Service Learning cerca di coinvolgere gli studenti in un’attività che intreccia il servizio alla comunità e l’apprendimento accademico”. Così A. Furco ci racconta questo progetto che di fatto non rappresenta né un’azione di volontariato né un’attività di studio; consiste piuttosto in un incontro tra i due: ci si occupa dei problemi della comunità e contemporaneamente si permette agli studenti di imparare sul campo.

L’approccio pedagogico del “Service-Learning” si è sviluppato nel contesto nord-americano verso la fine degli anni ’60. Sono J. Dewey, negli Stati Uniti e P. Freire, nell’America Latina, ad aver gettato le basi teoriche di tale metodo. Tuttavia quest’ultimo ha raggiunto il culmine del suo sviluppo grazie ad una notevole diffusione internazionale, che ha permesso nel tempo di costituire una metodologia uniforme a partire dalle teorie sopracitate.

Gli allievi dello Stelluti si sono formati attraverso il proprio impegno e la propria azione su problemi concreti con finalità migliorative. Nel dettaglio la classe 4C ha collaborato con la Caritas Diocesana, diretta da Don Marco Strona, traducendo materiali informativi in inglese, francese ed arabo, permettendo a molte famiglie di origine straniera di accedere in maniera più consapevole ai servizi che l’ente offre. In particolare gli studenti e le studentesse si sono occupati di moduli burocratici, documenti necessari al primo accesso alla struttura e del depliant “Occhio alla truffa”. Quest’ultimo è stato realizzato dalla Caritas in collaborazione con le Forze dell’Ordine (Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza) per fare informazione e prevenzione rispetto a problematiche quotidiane quali: vandalismo, truffe (online e non) e usura.

La classe 4F ha invece condotto alcune interviste sulla percezione dell’operato della Caritas nel territorio cittadino e ha collaborato nelle collette alimentari presso i supermercati della zona.

Analizzando le impressioni generali degli studenti, riportate in un questionario compilato a fine progetto, sono emersi molti pareri positivi: il 32% si è dichiarato molto soddisfatto, il 68% abbastanza e tutti consigliano caldamente ai loro compagni di frequentare questo percorso formativo. Il 45% degli alunni ha inoltre dichiarato che l’integrazione delle risorse acquisite nel corso degli studi con quelle richieste dal servizio ha incentivato i risultati scolastici. Per il 50% è stata sviluppata molto e per il 41% abbastanza la competenza “comunicare e comprendere”. Anche per il “collaborare e partecipare” i risultati sono stati molto positivi: secondo il 59% è stata potenziata molto e per il 41% abbastanza. Uno dei riscontri più significativi è stato inoltre individuabile nel miglioramento del rapporto insegnante-alunno, nonché tra i singoli compagni.

Di seguito sono riportate alcune considerazioni personali degli studenti prese sempre dal questionario, relative al progetto:

Mi ha colpito il modo in cui tutta la classe ha collaborato a questo progetto che ha un fine bellissimo, quello di aiutare gli altri in difficoltà. Sono molto felice di avere partecipato, conta molto per me aiutare il prossimo.”

Mi è piaciuto il fatto che nonostante sia un ente collegata alla Chiesa cattolica, accetti qualunque religione. Sinceramente pensavo mi avrebbero potuto escludere per i miei pensieri un po’ alternativi, invece non ne hanno tenuto conto per niente. Ho apprezzato moltissimo questa apertura nei confronti di tutti.”

Quest’esperienza è stata utile per capire di cosa si occupa realmente la Caritas e in che modo offre un servizio di assistenza per chi lo necessita. Credo che l’attività di traduzione di documenti ufficiali si addica al nostro percorso di studi e che sia stata importante per sviluppare la nostra capacità di adottare un linguaggio adeguato in un determinato contesto.”

Questa esperienza ha consentito agli studenti di individuare e sviluppare le proprie inclinazioni personali crescendo e maturando grazie alla collaborazione e alla messa in pratica delle loro capacità, verificando anche l’utilità sociale del “Service-Learning”.  Quest’ultimo diventa quindi la proposta di una scuola civica: un luogo di incontro tra sapere formale e informale che si realizza nell’integrazione tra scuola e territorio e nella realizzazione di esperienze di apprendimento significativo con finalità di interesse sociale. Per tutto questo possiamo dire che il “Service-learning” può inserirsi a pieno titolo tra le attività finalizzate al PCTO.

 

La classe 4’C del liceo classico Francesco Stelluti (indirizzo linguistico)

Chiara Tavoloni e Lucrezia Seyoum del 5’D

 

 

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