Fabriano – Il Vescovo Massara: “Non abbassiamo la guardia”

Reverendi Confratelli e Religiosi/e,

desidero raggiungervi con questa breve lettera mentre siamo nel cuore dell’estate, stagione dell’anno propizia per il riposo e per lo svago, per rendervi partecipi di quanto recentemente è stato notificato a noi Vescovi dalla Cei mediante una lettera della Presidenza (Prot. N. 52812021), in riferimento a nuove disposizioni da osservare in questa fase dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Purtroppo la pandemia non è ancora finita! Anche se si scorgono segnali incoraggianti con la diminuzione dei contagi, grazie anche alla campagna vaccinale in corso, e una ripresa della normalità della vita, non bisogna abbassare la guardia con comportamenti superficiali e sconsiderati che possono arrecare danno a noi stessi e a chi ci sta intorno, specie ai più anziani e ai più fragili. Pertanto considerata la nuova situazione epidemiologica, facendo appello al senso di responsabilità di ciascuno, invito i Parroci e gli Operatori Pastorali delle Comunità ecclesiali ad attenersi a quanto viene indicato, esortandovi a rispettare le norme richieste dalla nuova circolare del Ministero dell’lnterno, Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione (Prot. 000 I 280 del 28107 12021). Tuttavia mi preme di rendere noto che, contrariamente a quanto previsto dalla nota Ministeriale, per quanto concerne le processioni religiose, visto l’aumento esponenziale della variante Delta, in via del tutto prudenziale, facendo appello al buon senso, in attesa di un’auspicabile normalità, rimane in vigore il decreto arcivescovile del 1410412020 – prot. N. 1712020L; pertanto non potranno essere svolte. Mentre ci prepariamo alla ripresa autunnale delle attività pastorali presumibilmente ancora condizionata dalla pandemia, vi chiedo a ciascuno il massimo impegno nell’assumere comportamenti di prudenza, attenzione e responsabilità, ed invito tutti – in questo “singolare” tempo di riposo – ad intensificare la preghiera per invocare dal Signore il conforto del cuore e la liberazione dal male. Assicurando la mia paterna benedizione, Vi saluto tutti con cordiale e paterno affetto.

+Francesco Massara, Vescovo


LA LETTERA DELLA PRESIDENZA CEI

Cari Confratelli, in queste settimane le nostre Chiese sono impegnate nella progettazione del prossimo anno pastorale. Per questo, sentiamo di rivolgere una parola di gratitudine a tutti voi e alle vostre comunità che, nonostante le fatiche, riescono a far vedere il volto di una Chiesa madre che vive e testimonia la sua fecondità. Vorremmo esprimere questo sentimento di gratitudine con una carezza d’affetto verso i malati e quanti ancora soffrono per la pandemia; verso i medici e gli operatori sanitari, per la generosità nella cura e nell’assistenza alla persona; verso gli anziani, con l’invito a conservare e a raccontare la memoria del Paese; verso i poveri, con l’impegno a custodirli e curarli, non chiudendo gli occhi davanti alle vecchie e nuove marginalità; verso le famiglie, per la capacità di tenuta complessiva, messa a dura prova; verso i sacerdoti, come ringraziamento per il loro essere prossimi al Popolo di Dio; verso i catechisti, gli educatori, gli operatori pastorali, perché sono davvero maestri e testimoni; verso tutte le donne e gli uomini di buona volontà, credenti e non credenti, perché in questo tempo di difficoltà con le loro scelte consapevoli stanno costruendo il Paese del futuro. Non è tempo di inutili contrapposizioni, ma di dialogo aperto: in gioco c’è il futuro dei nostri ragazzi. Consci della situazione generale, viviamo dunque la nostra fede come dono gratuito, che si esprime anche nei gesti e nelle celebrazioni, a partire dall’Eucaristia, evento di grazia che va colto nella sua importanza. Nella convocazione e nella partecipazione alla celebrazione si manifesta il nostro essere comunità, il nostro essere famiglia. Del resto, è l’Eucaristia che fa di noi una comunità, una famiglia, perché – come dice san Paolo – noi che ci nutriamo di un unico pane siamo chiamati a formare un solo corpo (1Cor 10,17). Così anche gli altri momenti spirituali, come ad esempio, le processioni. Raccomandiamo, ove ricorrano condizioni di sicurezza, di non far mancare al nostro popolo questi gesti di preghiera, partecipazione e speranza perché la Chiesa sia presente in questo tempo così particolare. Sin dal giugno 2020, molte Diocesi e Parrocchie italiane hanno organizzato le processioni, adottando sia la modalità “tradizionale”, aperta ai fedeli che possono seguire tutto il percorso, sia una modalità “a stazioni”, in cui solo un piccolo gruppo (composto da sacerdoti, ministri ed eventualmente membri di confraternite) percorre il tragitto, mentre i fedeli partecipano ad alcuni tratti dell’itinerario in chiesa o all’aperto. Per via della varietà di tradizioni e di prassi, non è possibile fornire indicazioni valide e puntuali per tutte le Chiese locali. Il confronto con le istituzioni (anche in relazione alla sanità locale) e il buon senso, come già avvenuto nei mesi precedenti in altre occasioni, restano criteri imprescindibili con cui affrontare le varie questioni. In merito all’ultimo aggiornamento normativo riguardante il “Green Pass”, introdotto con il Decreto Legge del 23 luglio 2021, condividiamo una scheda informativa al fine di poter informare e orientare la vita delle comunità nei prossimi mesi. La ripresa autunnale delle attività pastorali sarà probabilmente ancora condizionata dalla pandemia. Siamo però convinti che il cammino sinodale, che entrerà nel vivo proprio dopo l’estate, costituisce un’occasione propizia di rilancio e di accompagnamento delle comunità, oltre che una voce profetica rispetto alle istanze del presente e del futuro. In attesa d’incontrarci nel Consiglio Permanente e nell’Assemblea, restiamo in comunione di preghiera. A tutti un fraterno augurio nel Signore.

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