Marischio – Danneggiata la corona della statua della Madonna

Fabriano – Capita di tutto, veramente. Ieri mattina gli abitanti di Marischio, popolosa frazione a 3 chilometri da Fabriano, hanno trovato la statua della Madonna, da sempre posizionata lungo il ‘salitone’ del paese, poco prima della chiesa parrocchiale, e curata, con amore e costanza, dalla famiglia Fanelli, non più al solito posto, ma a terra e ignoti hanno distrutto la corona luminosa poi ritrovata altrove. Il fatto è avvenuto martedì notte. E’ il secondo caso che viene registrato, in poco tempo, a Marischio, tanto che ieri sono state allertate le forze dell’ordine. Vandali in azione nel paese: alcuni non si sono limitati a oltraggiare la statua della Madonna, molto venerata a Marischio, ma poi hanno danneggiato le pareti esterne di una abitazione lungo la via che conduce in pineta con una serie di graffiti fatti con un oggetto appuntito. A distanza di mesi da alcune segnalazioni circa lanci di sassi alle auto, questa volta i vandali hanno preso di mira un simbolo religioso. Ai carabinieri il compito di effettuare le indagini e cercare di dare un nome e un volto agli autori di questo raid vandalico. Al di là del danno economico – la corona della statua verrà acquistata nuovamente dalla famiglia che ospita la nicchia – c’è un danno affettivo e un’offesa al proprio credo tanto che ieri la rabbia, contro questo atto, è esplosa anche sui social. Dopo la partita della Nazionale, c’è chi, quindi, si è divertito, in piena notte, anche in questo modo correndo il rischio di essere sorpreso dai residenti vista la posizione della nicchia, lungo la strada principale del paese. La noia, la maleducazione, l’obbligo di fare le ore piccole per forza, una crisi valoriale senza precedenti, hanno fatto il resto. La corona, ieri mattina, è stata trovata da una residente a diverse centinaia di metri di distanza, con due sole stelle segno che le altre sono state buttate in ogni dove durante il tragitto per arrivare nella parte più storica del paese. Da tempo i residenti chiedono il posizionamento delle telecamere di sicurezza.

Marco Antonini

 

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