CERRETO D’ESI – 12 CASE POPOLARI NELL’EX ASILO ABBANDONATO DI VIALE EUROPA

Uno stabile abbandonato da anni diventerà una palazzina con 12 case popolari. Un lavoro da 2milioni di euro. Il Comune di Cerreto d’Esi ha partecipato ad una manifestazione di interesse riferita ad interventi di edilizia residenziale sociale nei territori marchigiani inseriti nel cratere sismico, finanziata con 30 milioni di euro assegnati dal Cipe. “La giunta – dice il sindaco, David Grillini – ha proposto molteplici progetti, eseguendo una scelta politica e strategica precisa: rispondere concretamente alla richiesta di case popolari andando a recuperare stabili di proprietà comunali in stato di abbandono. Con questa decisione, abbiamo voluto dare un segnale chiaro: agire nell’ottica del contenimento del consumo del suolo coniugato con una positiva e necessaria riqualificazione urbana”. Recentemente la Regione Marche ha pubblicato la graduatoria degli interventi ammessi a finanziamento con la quale viene accettato l’intervento di Cerreto d’Esi: l’ex asilo nido, inagibile dal sisma 2016, diventerà un complesso di edilizia popolare di 12 appartamenti. L’intervento ha ricevuto un finanziamento di 2,069 milioni di euro.

“Fin dalle prime settimane dall’insediamento – dice il vicesindaco, Michela Bellomaria – abbiamo rilevato il drammatico livello di difficoltà economica e sociale di molte famiglie del nostro Comune. La crisi occupazionale, iniziata nel 2008, ha avuto conseguenze nefaste sul nostro tessuto sociale, costringendo una importante fetta di popolazione a fare i conti con la perdita del lavoro e il conseguente drammatico abbassamento del reddito, fino a quel momento soddisfacente e dignitoso”. La giunta ha iniziato un’interlocuzione con l’ente preposto, l’Erap, nella persona dell’ingegner Maurizio Urbinati, responsabile dei presidi territoriali della provincia di Ancona. “Abbiamo lavorato mettendo in campo una formula complessiva risultata vincente: senza spendere neanche un euro del bilancio comunale, abbiamo presentato un progetto di riqualificazione urbana, che ha intercettato un grosso finanziamento regionale grazie all’intuizione di recuperare uno stabile abbandonato per realizzare nuove case popolari, fornendo così una risposta finalmente definitiva e strutturale all’emergenza abitativa” conclude Bellomaria.

Marco Antonini

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