Le difficoltà del commercio, tornare ad acquistare nella propria città

Fabriano – L’incertezza provocata dalla pandemia Covid-19 si riflette anche sul commercio in tutta Italia e Fabriano non fa eccezione. “I saldi stanno andando male, sono un flop” dice, preoccupato, il presidente della sezione cittadina della Confcommercio, Mauro Bartolozzi, a meno di un mese dall’avvio dei saldi. L’appello è quello di tornare ad acquistare nei negozi della propria zona e magari un po’ meno online. “Purtroppo già lo scorso anno è andato male, quest’anno si conferma questo trend negativo che non è solo a Fabriano, ma una situazione comune in tutta Italia. La politica sembra essersi dimenticata del nostro comparto e i famosi ristori non sono che una goccia in mezzo al mare – dice Bartolozzi. – Con molti dipendenti in modalità smart working e i cambi di zone spesso comunicati con pochissimo preavviso, si provoca un senso di disorientamento sia tra noi commercianti che tra i clienti. Nessuna persona ha oggi interesse a rifarsi il guardaroba perché la socialità sta subendo un duro colpo. Si tende a risparmiare perché il futuro è una grande incognita. Non ci sono matrimoni, feste, cene fuori, quindi il sentimento che prevale è quello dell’attesa”.

C’è una percentuale di sconto fino al 50%, ma la gente spende di meno. Spiega Bartolozzi: “Perché spendere? Perché? Sono le domande che tutti si pongono. Il 2020 è stato brutto, il 2021 anche peggio. Non si intravedono strategie a breve-medio termine. La paura dello sblocco dei licenziamenti contribuisce a far salire l’ansia. Se si spende, lo si fa per altro e non per lo shopping”. La qualità della merce non è in discussione, anzi, è stata sempre una delle caratteristiche dei negozianti di Fabriano: buona qualità a un prezzo accessibile. E la situazione, anche nella città della carta, potrebbe peggiorare. “Capisco questo atteggiamento da parte della clientela”. Il rischio? “Molte chiusure – conclude Bartolozzi – sia fra i pubblici esercizi (bar e ristoranti) che fra i negozi. Ci sono attività che ci stanno riflettendo, almeno 4/5 che hanno già preso una decisione abbassando per sempre le saracinesche e molte altre potrebbero chiudere”.

m.a.

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