SOGNANDO IL POSTO FISSO, LA RICERCA DEL PERSONALE NON E’ FACILE

Di Marco Antonini

Fabriano – Commercio in difficoltà dopo il lockdown. Anche a Fabriano c’è chi cerca lavoro e chi preferisce rimanere a casa e percepire la disoccupazione. Antonella Bartolini, pubblici esercizi Confcommercio Fabriano: “Gli imprenditori si sentono rispondere che se non c’è stabilità nel lavoro e si è chiamati due volte a settimana è meglio stare a casa e prendere la disoccupazione”. La ricerca del personale non è mai facile, ma non è una questione di età o di esperienza. Certo a volte è necessario che il candidato abbia il diploma di qualifica (aiuto cuoco per esempio) perché, come in tutti i campi, la formazione è una base di partenza imprescindibile. “Il problema – dice Bartolini – è che il settore della ristorazione è altalenante. Ci sono periodi di picco del lavoro come Natale, Pasqua, primavera con gite e cerimonie e poi ci sono periodi in cui si lavora pochissimo; così è uguale per i giorni della settimana: le giornate più intense sono sabato e domenica”. Il ristoratore deve fare i conti con tutto questo. Accanto al contratto fisso (full o part-time) c’è anche la tipologia del contratto intermittente, usatissimo nel settore della ristorazione, perché permette di chiamare un dipendente secondo la necessità. Non tutti i giorni, quindi, ma ogni tanto, una due o te volte a settimana oppure, se periodo di poco lavoro, anche una sola volta al mese. “Regolarmente e adeguatamente retribuito anche con l’addizione delle giornate festive non prevede però né il pagamento ferie e malattia, né consente di avere uno stipendio fisso mensile” dice Bartolini. È qui che iniziano le difficoltà dell’imprenditore che non potendo garantire una stabilità al dipendente “si sente rispondere che per una o due volte a settimana non è conveniente lavorare ed è meglio incassare i soldi della disoccupazione”. Come nel film di Checco Zalone “Quo vado?”, il dipendente è alla ricerca del posto fisso e spesso non scende a compromessi con la realtà.”Non siamo più in quegli anni dei contratti a tempo indeterminato, il momento storico in cui viviamo non ce lo permette, succedeva prima del Covid-19, figuriamoci ora” la conclusione di Antonella Bartolini.

error: Attenzione: Riproduzione delle notizie vietata - Diritti riservati !!
Contattaci al 393 000 9690
Prima di iniziare la conversazione è obbligatorio accettare la nostra privacy policy