IL GIORNO DEL PATRONO DI FABRIANO, L’APPELLO DELL’ARCIVESCOVO

di Marco Antonini

Fabriano – E’ il giorno del patrono della città e Diocesi, senza il Palio, causa Covid. Fabriano si risveglia per omaggiare San Giovani Battista. In Cattedrale l’Amministratore apostolico, monsignor Francesco Massara, lo festeggia per la prima volta da quando, lo scorso luglio, è stato nominato dal Papa per la successione a monsignor Russo, Segretario generale della Cei. Una festa particolare, quest’anno, senza la Sfida del Maglio in centro e senza la processione con la statua del Santo. Alle 18 il pontificale a San Venanzio. “E’ l’incontro tra clero, cittadini e istituzioni – spiega – per ritrovare una città che soffre per una situazione economica difficile”. In primo piano, nell’agenda del presule, ci sono i tanti problemi che scaturiscono dalla mancanza di lavoro, dalla crisi di valori e dalle limitazioni che il coronavirus ha amplificato. “Come istituzioni – rimarca Massara – dobbiamo prestare più attenzione verso coloro che non hanno punti di riferimento. Nessuno deve rimanere senza un pezzo di pane da mangiare. Famiglie, imprese e mondo operaio: tutti vanno sostenuti, sono il tessuto sociale di un entroterra che deve rinascere!”. Nella messa di oggi pomeriggio in Cattedrale, alla presenza del sindaco, del clero, dei rappresentanti del Palio di San Giovanni e delle istituzioni, monsignor Massara ripeterà, come ha già fatto settimane fa, l’appello ad “allargare il tavolo delle povertà a tutti gli Enti che operano in città” perché “solo dall’analisi dei problemi possono arrivare risposte concrete.

L’arcivescovo di Camerino-San Severino Marche, nonché Amministratore apostolico di Fabriano-Matelica è preoccupato: “Tante persone rischiano di trovarsi in un attimo in mezzo alla strada. C’è un terremoto economico che ancora non è chiaro a tutti. Non sono pessimista – sottolinea – ma realista. Mi spaventa la situazione in cui versano tante famiglie. C’è una crisi economica e di valori senza precedenti”. Il presule prova anche a riflettere sui motivi che hanno portato la società in questa direzione piuttosto fragile. “Negli anni è mancato, nel nostro Paese, il senso della famiglia, dell’ascolto, dell’amicizia, perché siamo stati presi dalle cose materiali. Ad essere in crisi è la persona e di conseguenza la società. Il Covid ha dato il colpo di grazia anche a Fabriano. Le relazioni – dice monsignor Massara – sono cambiate. I bambini? Alcuni hanno avuto, questi mesi, crisi d’ansia, sonnambulismo. E’ un campanello d’allarme. Come chiesa dobbiamo darci da fare”.

Una delle prime risposte è arrivata dalla Caritas Diocesana che ha inaugurato una nuova sede in via Fontanelle e sta aiutando diverse centinaia di persone. Non solo con la spesa, ma anche con appartamenti in comodato gratuito ai nuclei con grande difficoltà, con i centri di ascolto, con le telefonate del vescovo che cerca di star vicino quotidianamente a più persone possibili. “Chiediamo a San Giovanni Battista – conclude l’arcivescovo – di sostenerci in questo periodo storico particolare con l’auspicio che il tempo dell’abbraccio arrivi presto.

Il programma di oggi prevede le Messe alle 9,30 e 11.15 nel chiostro di San Venanzio. Alle 18, in Cattedrale, la solenne concelebrazione in chiesa: potranno entrare 120 persone. Chi non troverà posto potrà fermarsi in piazza per ascoltare la liturgia. Un gruppo di bambini della parrocchia Cattedrale preparerà all’interno una piccola infiorata. In piazza si potrà ammirare l’infiorata realizzata dagli infioratori del Palio.

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