MONS. RUSSO: “DAL 18 MAGGIO CELEBRAZIONI CON IL POPOLO”

di Marco Antonini

Roma – Una buona notizia per tutti i fedeli che, queste settimane, hanno chiesto di poter tornare a partecipare alla Santa Messa. È stato firmato oggi, giovedì 7 maggio, a Palazzo Chigi, il Protocollo che permetterà la ripresa delle celebrazioni con il popolo. Il testo giunge a conclusione di un percorso che ha visto la collaborazione tra la Conferenza Episcopale Italiana, il Presidente del Consiglio, il Ministro dell’Interno – nello specifico delle articolazioni, il Prefetto del Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, Michele di Bari, e il Capo di Gabinetto, Alessandro Goracci – e il Comitato Tecnico-Scientifico. Nel rispetto della normativa sanitaria disposta per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2, il Protocollo indica alcune misure da ottemperare con cura, concernenti l’accesso ai luoghi di culto in occasione di celebrazioni liturgiche; l’igienizzazione dei luoghi e degli oggetti; le attenzioni da osservare nelle celebrazioni liturgiche e nei sacramenti; la comunicazione da predisporre per i fedeli, nonché alcuni suggerimenti generali. Nel predisporre il testo si è puntato a tenere unite le esigenze di tutela della salute pubblica con indicazioni accessibili e fruibili da ogni comunità ecclesiale. Il Protocollo – firmato dal Presidente della CEI, Cardinale Gualtiero Bassetti, dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e dal Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese – entrerà in vigore da lunedì 18 maggio 2020. “Il Protocollo è frutto di una profonda collaborazione e sinergia fra il Governo, il Comitato Tecnico-Scientifico e la CEI, dove ciascuno ha fatto la propria parte con responsabilità”, ha evidenziato il Cardinale Bassetti, ribadendo l’impegno della Chiesa a contribuire al superamento della crisi in atto.

L’ANNUNCIO DI MONS. STEFANO RUSSO, SEGRETARIO GENERALE CEI E VESCOVO EMERITO DI FABRIANO-MATELICA:

Covid

Sono 31 i tamponi risultati positivi su 1.232 esaminati nelle ultime 24 ore. Lo rende noto il Gores. Il totale casi positivi sale a 6.452 su 46.258 test effettuati dall’inizio dell’emergenza.

Tre protocolli per anticipare alcune riaperture nelle Marche durante la fase 2. Ci sta lavorando la Regione, insieme alle associazioni di categoria e con l’apporto dell’Asur, tenendo presente, dice all’Ansa l’assessore alle Attività produttive Manuela Bora, che non è importante “solo il quando, ma anche il come si riapre: dobbiamo ancora essere prudenti, ci vuole la massima sicurezza”. Il primo, già pronto, riguarda l’attività di parrucchieri ed estetiste. L’obiettivo era riaprire il 14 maggio, “ma verosimilmente sarà il 18” annuncia l’assessore. Il culmine della fase preparatoria sarà venerdì 8 maggio, quando si terrà una simulazione in due aziende di Ancona per verificare il rispetto delle misure di sicurezza, la sanificazione, l’uso di dispositivi di protezione da parte del personale e della clientela. Gli altri due protocolli riguardano bar, ristoranti, mercati e i negozi di abbigliamento.

La Regione Marche ha completato il trasferimento del secondo flusso di domande della Cassa integrazione straordinaria in deroga per i lavoratori che non godono delle tutele ordinarie all’Inps, ente al quale spetta adesso la liquidazione del sostegno. Le domande dei datori di lavoro inviate sono 6.915 per 18.776 lavoratori, 4.320.065 ore e un totale di 34,9 milioni di euro. Le richieste di Cigd del primo flusso erano state 6.547 per 15.874 lavoratori e un importo impegnato di 30,7 milioni di euro. In totale le domande inviate sono state 13.462 per un totale di 34.650 lavoratori. Nei giorni scorsi lo stesso Inps, dopo aver analizzato la situazione al 28 aprile, aveva sottolineato la particolare efficienza delle Marche rispetto a tutte le altre Regioni d’Italia.

Jp

Sbloccati i pagamenti per la cassa integrazione ai 593 lavoratori della JP Industries di Fabriano. Entro un paio di giorni le tute blu avranno le mensilità (da gennaio ad oggi) accreditate nei propri conti correnti. Sospiro di sollievo, quindi, per i lavoraotri che non percepiscono la cassa integrazione da gennaio. Il 15 aprile scorso, nella sede del Ministero del Lavoro, era stata firmata la cassa integrazione per ristrutturazione, approvata a fine dicembre dal Mise.

 

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