IL PAPA TELEFONA ALL’AMMINISTRATORE APOSTOLICO DI FABRIANO-MATELICA

di Marco Antonini

Camerino – Sopresa il giorno di Pasquetta, lunedì 13 aprile. Papa Francesco ha telefonato, infatti, all’arcivescovo di Camerino-San Severino Marche e Amministratore apostolico di Fabriano-Matelica, monsignor Francesco Massara. A meno di un anno dalla visita del Pontefice alle zone del sisma, lo scorso, 16 giugno, Francesco continua a preoccuparsi dell’entroterra marchigiano. “Il Papa – riferisce Massara- si è preoccupato della nostra gente, dei terremotati senza casa, dei malati e mi ha chiesto circa il grande lavoro che si sfa facendo negli ospedali. Francesco è molto vicino a Camerino e Fabriano, prega per tutti noi e che ci pensa”. Monsignor Massara ha ringraziato il Papa per questo gesto affettuoso. Con un decreto firmato il 14 aprile, intanto, l’arcivescovo ha stabilito la sospensione e il rinvio a non prima dell’autunno delle prime comunioni e delle cresime. Per tutto il periodo estivo verranno annullate anche attività come campeggi, campi scuola, esercizi spirituali, oratorio estivo, sagre e feste patronali organizzate da parrocchie o da associazioni ecclesiali.

Monsignor Francesco Massara, in queste settimane, ha scelto la strada della solidarietà e del telefono per stare vicino a clero e fedeli e per far risuonare l’annuncio dell’angelo al sepolcro: “Non abbiate paura!”. Tanti i segni concreti. “Pronto, sono il vescovo. Ho chiamato per sapere come state”. Le giornate del presule, in vista della Pasqua, sono state scandite dalle tante chiamate che lui stesso ha fatto, in prima persona. Un segno di affetto. “Chiamo – racconta mons. Massata – le famiglie che so che necessitano di aiuto. Passo molte ore al telefono. Adesso c’è grande bisogno di ascolto: basta un saluto per infondere coraggio in un momento difficile”. E a tutti ripete: “Continueremo a starvi vicino anche quando l’emergenza sarà finita”. Pasqua è sempre una delle solennità più sentita dai credenti e a loro l’arcivescovo si rivolge: “La crisi economica alimentata dal Covid-19 è peggio del terremoto del 2016: come chiesa dobbiamo dare segni concreti. La solidarietà – dice – si inserisce in quest’ottica. Non possiamo diventare egoisti e chiudere i nostri cuori. Dopo il Venerdì Santo, infatti, c’è sempre la Risurrezione. In questo periodo – evidenzia ai fedeli – sosteniamoci, riscopriamo la bellezza della famiglia e dell’ascolto, valori che a volte abbiamo perso nella vita di tutti i giorni e restiamo uniti”.

 

error: Attenzione: Riproduzione delle notizie vietata - Diritti riservati !!
Contattaci al 393 000 9690
Prima di iniziare la conversazione è obbligatorio accettare la nostra privacy policy