FABRIANO, OGGI 6 NUOVI TAMPONI POSITIVI. DUE A SASSOFERRATO

di Marco Antonini

Fabriano – I dati, aggiornati a oggi pomeriggio, sabato 28 marzo, parlano di 6 nuovi tamponi positivi che fanno salire a 58 i casi di Coronavirus a Fabriano. A Sassoferrato, con i due tamponi positivi annunciati dal sindaco, Maurizio Greci, questa mattina, i casi complessivamente sono 14, compresi i due decessi. A Cerreto d’Esi si è fermi a 2 casi, zero a Serra San Quirico e Genga. Non ci sono oggi malati ricoverati presso la Covideria dell’ospedale Profili. I 4 ricoverati nei giorni scorsi sono stati trasferiti presso le strutture specializzate nella gestione del Covid-19. Le persone in isolamento fiduciario e/o forzato sono 170 a Fabriano, 46 a Sassoferrato, 11 a Cerreto d’Esi. E’ la sintesi della giornata dal comprensorio fabrianese. Si attende, intanto, la notizia del secondo guarito: un residente dell’Ambito Territoriale 10 con sede a Fabriano che ha effettuato due tamponi, nell’arco di 24 ore, e sono entrambi negativi. Sarebbe il secondo guarito dopo il caso annunciato ieri dal sindaco di Fabriano, Santarelli. 

Qui Sassoferrato

Due nuovi casi oggi a Sassoferrato. I casi, in tutto, sono 14. “Si rinnova fortemente l’oramai di consueto invito alla popolazione alla scrupolosa osservanza alle prescrizioni già fornite a livello ufficiale dalle Istituzioni e ampiamente diffuse da questa Amministrazione nei giorni scorsi, richiamando la cittadinanza, soprattutto nell’odierno frangente, al più rigoroso rispetto del senso civico di comunità. La mancata osservanza delle prescrizioni imposte dalle normative vigenti comporterà l’irrogazione delle sanzioni previste per legge”. Così, in una nota il sindaco di Sassoferrato, Maurizio Greci.

Fondazione Carifac

Superate le 140 donazioni e siamo vicini ai 30mila euro raccolti. Grazie di cuore a tutti! Per merito vostro, la prossima settimana consegnaremo una prima fornitura di materiale in base alle richieste degli operatori sanitari del nostro ospedale Engles Profili. Medici e infermieri che lavorano, instancabilmente, da tante settimane. Tutto questo è merito vostro e delle donazioni effettuate dopo l’appello che abbiamo lanciato da neppure una settimana. I fabrianesi si confermano persone con un cuore immenso.

Le Marche

Anche la provincia di Ancona viaggia verso i mille contagiati da coronavirus (944), comunque molto al di sotto di Pesaro Urbino (1.507) mentre il totale delle Marche è di 3.373 casi (9.884 i test eseguiti). Lo dicono i dati diffusi dal Gores Marche che comunicano al momento 1.153 ricoverati per Covid-19 in strutture regionali: 166 in reparti di terapia intensiva, 270 in reparti semi-intensivi e 529 non intensivi. Attualmente i guariti sono 10 e i dimessi dagli ospedali 144 mentre le persone dededute sono finora 364. Tra i positivi in 1.846 sono in isolamento domiciliare; mentre tra chi ha avuto contatti con persone positive ma non ha fatto il tampone gli isolati in casa sono 6.522 (1.667 con sintomi, 4.845 asintomatici), un numero comprendente 695 operatori sanitari. Molto inferiori alle altre due province i contagi nel Maceratese (457), a Fermo (241) e in provincia di Ascoli Piceno (163).

Coldiretti Marche lancia l’allarme selvatici

Sulla campagna che non si ferma nonostante il Coronavirus si abbattono le incursioni dei cinghiali, indisturbati e liberi di proliferare a causa del blocco delle attività di contenimento. E così gli agricoltori, primo anello di quella filiera dell’agroalimentare ancora al lavoro per garantire il cibo sulle tavole degli italiani nonostante la quarantena, sono alle prese in questi giorni con le criticità dovute alle scorribande degli ungulati nei campi. Nessuno li ferma. Le misure per frenare il contagio da Coronavirus, in pratica, hanno imposto lo stop a tutta la filiera dei controlli: chiusi gli Atc, Polizia Provinciale impegnata nei controlli stradali per il rispetto della quarantena, fermi i selezionatori, servizio veterinario a singhiozzo per ispezioni ed esami sul cacciato. Il risultato? Danni ingenti in tutta la regione. Gli ultimi a Jesi, in zona Ripa Bianca, dove una quarantina di cinghiali ha distrutto i germogli di cece di un’azienda agricola. Ma si registrano devastazioni anche a Fabriano e a Serra San Quirico. Nell’Ascolano, a Montemonaco a farne le spese sono state le colture di patate, ceci e lenticchia mentre l’intera area interna della provincia di Macerata lamenta danni su cereali e foraggio. Animali che, in gran numero, liberi di girovagare anche per l’attuale calo del traffico veicolare, si spingono fino a ridosso delle case mettendo a rischio la stessa incolumità degli agricoltori che continuano a lavorare nelle nostre campagne. I timori maggiori sono legati alle prossime semine di girasole ma, soprattutto, alle coltivazioni per l’alimentazione degli animali negli allevamenti. “In un momento così difficile per l’intera economia non possiamo trascurare quello che era un problema anche prima del Coronavirus – commenta Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche – Ora il proliferare indisturbato della fauna selvatica rischia di compromettere tutto il settore in una fase delicatissima della nostra storia: l’agricoltura è stata riconosciuta come settore strategico e come tale va difeso. Nelle campagne si continua a lavorare per non far mancare i beni di prima necessità alla popolazione e per mantenere accesa una luce, pur flebile, di speranza per l’economia dei nostri territori”.

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