SALA PARTO, IL COMUNE DI FABRIANO RICORRE AL CONSIGLIO DI STATO

di Marco Antonini

Il Comune di Fabriano ricorre al Consiglio di Stato per salvare la sala parto dell’ospedale Profili. La decisione dell’ente dopo il pronunciamento del Tar che ha confermato, lo scorso ottobre, lo stop alle nascite. La Giunta Santarelli è intenzionata ad arrivare all’ultimo grado di giudizio per chiedere la riattivazione della sala parto. “Con molta probabilità già entro questo mese verrà notificato il ricorso da parte dell’avvocato interno del Comune, Michela Ninno, che da tempo segue questa vicenda” fa sapere il sindaco, Gabriele Santarelli. Secondo l’Amministrazione comunale, infatti, nel percorso che ha portato alla chiusura del punto nascita non è stato rispettato il fatto che i tagli della sanità dovevano essere fermi fino al 2022 in quelle città che fanno parte, come Fabriano, del Cratere sismico. Non sarebbe stata concessa, quindi, un’agevolazione al punto nascita situato in un’area già seriamente indebolita dalle forti scosse di terremoto del 2016. Tante ad oggi le questioni aperte in ospedale. Da un anno e un mese non si partorisce più a Fabriano, l’ambulatorio di Pediatria è attivo solo 6 ore al giorno, ma senza specialista il sabato e la domenica e si registra la carenza di personale, ormai da tempo, su quasi tutte le unità operative. Da quando le mamme sono costrette a muoversi verso gli ospedali di Branca-Gubbio, in Umbria o Jesi, in Vallesina, la politica ha cercato di trovare soluzioni per evitare il peggio. “Oggi molte donne dell’entroterra marchigiano sono costrette a recarsi nella provincia di Perugia per partorire – denuncia Andrea Giombi, consigliere comunale Fabriano Progressista. – L’assenza del punto nascite di Fabriano comporta il rischio di far partorire le giovani mamme nelle ambulanze in galleria”. Il consigliere di opposizione visto che alcuni Comuni dell’Appennino bolognese hanno avanzato una richiesta per un protocollo sperimentale per consentire a un largo campione di donne, su base volontaria, di partorire nei punti nascita di montagna, chiusi negli ultimi anni, perché non raggiungevano gli standard delle 500 nascite all’anno, come affermato dal nuovo governatore dell’Emilia Romagna, Bonaccini, sta portando avanti una battaglia affinchè il protocollo sperimentale diventi realtà anche a Fabriano. Da giorni, intanto, è cambiata l’organizzazione interna dell’ospedale Profili di Fabriano.

Da giorni, intanto, è cambiata l’organizzazione interna dell’ospedale Profili di Fabriano. A seguito dell’emergenza Coronavirus sono state attuate una serie di misure con l’obiettivo di far trovare pronta la struttura in caso di emergenza. La Direzione sanitaria ha disposto l’accorpamento delle unità operative di Chirurgia con Urologia per la razionalizzazione dei posti letto. Stessa cosa per i reparti per le unità operative di Oculistica-Ortopedia-Otorino, tutte accorpate. A conti fatti si sta procedendo come d’estate quando queste misure sono previste ogni volta per permettere anche il piano ferie a dipendenti dell’ospedale. Area Vasta 2, poi, ha scelto l’ala al secondo piano dell’ospedale, che fino al febbraio dell’anno scorso ha ospitato Ostetricia come area per il ricovero di pazienti affetti da Coronavirus senza bisogno di rianimazione e quindi malati che non necessitano di essere trasferiti in Terapia intensiva. Al momento la struttura del presidio ospedaliero di Fabriano entrerebbe in funzione solo come estrema ratio. A completare il quadro la necessità, da giorni, di riprogrammare le visite ambulatoriali non urgenti.

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