“SENZA LA SS 76 L’ECONOMIA DEL TERRITORIO NON RIPARTE”

di Marco Antonini

Fabriano – Senza la SS 76 l’economia non riparte. Paura, ieri mattina, 26 gennaio, lungo la SS 76, all’altezza di Fabriano Est, a pochi chilometri dalla città della carta. Una Citron C2 con a bordo una coppia di anziani, forse per il manto stradale bagnato per colpa della pioggia, ha prima urtato contro il new jersey posto in mezzo alla carreggiata, nella galleria che conduce poi allo svincolo di Borgo Tufico e poi ha finito la sua corsa su un fianco. I due, fortunatamente, sono riusciti ad uscire da soli dai mezzi e chiamare i vigili del fuoco. Illesi non hanno avuto bisogno delle cure dei medici del Pronto Soccorso dell’ospedale Profili. La circolazione ha subìto rallentamenti. Sul posto i pompieri di Fabriano che hanno messo in sicurezza l’area. L’incidente, però, riporta ancora una volta in primo piano la pericolosità della SS 76 che, causa deviazioni continue e corsie a doppio senso di marcia, isola con troppa facilità il Fabrianese dalla Vallesina, da una parte, e dall’Umbria dall’altra.

In piena attività il Comitato Indecente 76 che, nei giorni scorsi, ha pubblicato il testo della lettera inviata, ad inizio anno, al premier Conte, e di cui ancora non è arrivata nessuna risposta. Nella missiva gli attivisti chiedono, tra le altre cose, di conoscere il cronoprogramma dei lavori per capire quando verrà completata la tratta tra Albacina e Serra San Quirico. L’inaugurazione di questa arteria (quella nel versante umbro è a quattro corsie, con lavori finiti, dallo scorso dicembre), inizialmente prevista per questa primavera è stata posticipata di almeno 4 mesi anche se in pochi credono che sarà difficile mantenere questa tempistica. Intanto il presidente del comitato, Paolo Paladini, raccoglie l’allarme del mondo del commercio alle prese con i cantieri continui. “Angelo Tognoloni – dichiara Paladini – è un noto commerciante fabrianese nel settore della ristorazione. Mi raccontava che, per le sue attività, deve far venire da Ancona almeno quattro carichi di merce a settimana, ovviamente su gomma. Ultimamente, il costo dei viaggi è aumentato anche del 50%. Moltiplichiamo questi costi, per le centinaia di artigiani, commercianti, imprenditori che ancora lavorano e danno lavoro, nel nostro territorio. Consideriamo anche i mancati ricavi delle ancora tante attività ricettive. Le occasioni imprenditoriali abortite. Facciamo due conti. Mi chiedo –conclude – cosa debba ancora accadere per far capire a chi di dovere che la “Indecente 76” sta minando il nostro presente e ipotecando il nostro futuro”.

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