LA FESTA DI SANTA BARBARA: LA MINIERA DI CABERNARDI, UN PATRIMONIO

Sassoferrato – Anticipata quest’anno a oggi, domenica 1 dicembre, la celebrazione della Festività di Santa Barbara a Cabernardi. L’Associazione Culturale “La Miniera onlus”, che si occupa della gestione del Museo e Parco Archeologico dello Zolfo, nonché della conservazione e diffusione del patrimonio storico culturale del luogo, partecipa all’organizzazione degli eventi per celebrare la Festa di Santa Barbara a Cabernardi insieme alla Parrocchia di Santa Maria delle Spinelle, al Comune di Sassoferrato all’Associazione Palio della Miniera e all’Associazione Acli “ex Minatori” proponendo un ricco programma degno di una celebrazione che assume per il territorio un profondo significato di devozione e rispetto per la Santa protettrice dei minatori.

Alle 9,00 di oggi, quindi, appuntamento presso il Circolo A.C.L.I. per una gustosa colazione; alle 10,00 Santa Messa celebrata nell’Auditorium del Parco; alle 11,00 si snoderà il corteo verso la Cappellina di Santa Barbara dove verrà deposta la corona di alloro in omaggio a tutti i minatori caduti in miniera e recitata la Preghiera dei minatori. Il pomeriggio prevede: alle 15:15 processione con la statua della Santa dalla Chiesa parrocchiale alla cappellina di S. Barbara guidata da Don Alberto Castellani; alle 16:30, “Santa Barbara e la Miniera. Cultura, Tradizioni, risorse del territorio di Sassoferrato e Genga” presentazione del Progetto Didattico dell’Istituto Comprensivo di Sassoferrato e Genga, giunto al secondo anno di attività, esposizione degli elaborati e proiezione video realizzati dagli alunni, Presso il salone del Circolo Acli.

Da sottolineare a questo proposito la collaborazione instaurata già dallo scorso anno scolastico, tra il Comune di Sassoferrato, la Parrocchia di Cabernardi, nella persona del Parroco Don Alberto Castellani, l’Associazione culturale “La Miniera e l’Istituto Comprensivo Sassoferrato Genga che ha portato alla stesura del progetto condiviso che coinvolge sia la scuola primaria che la secondaria con la partecipazione delle classi IV elementari e II medie dei vari plessi articolato su 3 anni scolastici grazie alla preziosa collaborazione delle insegnanti Infine, dalle 17:30, merenda per tutti. Parteciperà il complesso bandistico “Città di Sassoferrato” e come da tradizione, saranno sparati i botti ed in serata spettacolari fuochi artificiali illumineranno il cielo di Cabernardi. Nell’occasione sarà possibile visitare gratuitamente il Museo Comunale della Miniera di zolfo e il Parco Archeominerario; per richiamare la tradizione di quando ancora la miniera era in funzione e ogni 4 dicembre, proprio nel giorno della ricorrenza, i familiari dei minatori e i cittadini in generale potevano entrare nell’area e guardare da vicino dove lavoravano i propri cari. L’evento che si caratterizza ormai da anni con cerimonie articolate su 2 giornate prevede alle ore 21,00 del 4 dicembre, la Santa Messa nella Chiesetta del Minatore a Cantarino, e a seguire tutti insieme con Brulè dolciumi castagne e per finire spettacolo di fuochi artificiali.

Cabernardi, la miniera – di Nicia Pagnani, Cgil Fabriano

L’idea di pubblicare gli atti del convegno tenutosi il 28 maggio a Cabernardi è nata da quella che noi percepiamo come una necessità di fermare nel tempo una vicenda, quella che vede protagonista Cabernardi, appunto, e il suo polo minerario solfifero, che ha significato prima una grande ricchezza e poi una grande crisi, con il cambiamento anche morfologico del luogo in cui si è svolta. Parlando di cambiamento morfologico non intendiamo solamente quello fisico che l’estrazione dello zolfo comporta naturalmente (l’odore pungente, la vegetazione quasi completamente brulla), ma anche quello tipicamente caratteristico dei luoghi in espansione, cioè una crescita edilizia senza precedenti e finalizzata esplicitamente all’attività produttiva locale e alle attività collaterali ad essa connesse.

Un cambiamento, sicuramente più doloroso, viene vissuto anche dopo, quando la miniera viene chiusa per il volere dell’azienda proprietaria, la Montecatini, e si è costretti a procedere allo smantellamento degli impianti (per recuperare più materiale possibile), il paese rimane quasi completamente disabitato, trovandosi i cabernardesi costretti a migrare in altre parti d’Italia o all’estero per continuare a lavorare. Quella di Cabernardi è a proprio modo una vicenda attuale, che possiamo rileggere in tante altre realtà, prima tra tutte Fabriano. Dalla consapevolezza della sua attualità, oltre che dall’importanza che Cabernardi ha ricoperto nella storia economica e sindacale, locale e nazionale, CGIL-CISL-UIL hanno sviluppato l’idea di organizzare, unitariamente, una iniziativa che fosse all’insegna del ricordo degli eventi passati ma che volgesse uno sguardo verso il futuro.

Sguardo verso il futuro assicurato dai tanti ragazzi presenti, tutti allievi del liceo scientifico di Sassoferrato e dal luogo stesso in cui il convegno si è svolto, cioè quella che un tempo era la cisterna contenente la nafta necessaria a muovere gli impianti della miniera e che oggi è stata bonificata diventando un auditorium a servizio del parco archeominerario e del museo dei minatori gestiti dall’associazione culturale “La Miniera”, che è nata dal desiderio degli abitanti di Cabernardi, figli e nipoti di quei minatori coraggiosi, di recuperare la memoria di cosa la miniera abbia significato per il loro paese e per i suoi abitanti. Il convegno ha visto l’intervento di studiosi e professionisti che hanno dato, ognuno secondo il proprio ruolo e la propria professionalità, contributi atti a delineare un quadro completo sotto i vari punti di vista presi in esame (l’ambito storico-giuridico; le possibilità di sviluppo turistico e sostenibile che oggi possono essere realizzate; la situazione dei parchi minerari presenti in Marche ed Emilia-Romagna; la ricostruzione storica più prettamente locale).

Era nostro forte desiderio dare un taglio alla ricostruzione storica che rendesse giustizia ai lavoratori, alle loro famiglie e agli abitanti di Cabernardi che hanno lottato tanto per evitare la chiusura della miniera, dopo decenni e ormai a bocce ferme, così da inquadrare la storia nella sua dimensione di eventi “finiti” e scorgendo le sfumature di una non vittoria in tutta la vicenda di cui ci siamo occupati. La Montecatini, azienda proprietaria del polo di estrazione di Cabernardi e Percozzone e degli impianti di raffinazione di Bellisio Solfare, aveva deciso di dismettere l’attività nella zona, a causa dello zolfo in esaurimento qui, delle mutate condizioni economiche che il dopoguerra portava con sè, dello zolfo stesso che si avviava a diventare materiale più conveniente da importare che da estrarre.

Il punto è che per come aveva impostato la propria attività e per l’importanza che ricopriva a livello nazionale, la Montecatini aveva la capacità di chiudere l’azienda senza curarsi del volere o del bene dei suoi lavoratori, per quanto la forza e il coraggio di questi ultimi sia stata, ed sia tutt’oggi, esemplare. Decenni più tardi siamo in grado di cogliere una sfumatura diversa della vicenda, che la Cgil ha saputo scoprire e mettere a servizio degli ex lavoratori della miniera, sapendo leggere in modo accorto la legge 36/1974, che offriva la possibilità di rendere un risarcimento, almeno parziale e sotto il punto di vista previdenziale, ai torti e alle violenze che i lavoratori avevano subito e vissuto. La giornata del 28 maggio ha segnato un momento di unitarietà e di crescita ed è stata pensata come un momento di ricordo e una occasione di formazione, perché dalla storia dobbiamo essere in grado di trarre gli insegnamenti necessari a non cadere negli stessi errori del passato.

 

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