SS 76, NUOVO VERTICE ASTALDI – SINDACATI

di Marco Antonini

Fabriano – Strada Statale 76, vertice, nei giorni scorsi, Astaldi-sindacati. La riunione è servita alle parti sociali per fare il punto sulla situazione dei cantieri lungo la direttrice Ancona-Perugia. A dicembre è prevista l’apertura definitiva della tratta Cancelli-Fossato di Vico e la conclusione delle operazioni di rifacimento di tutte le gallerie della 76 sulla vecchia carreggiata. Entro l’anno dovrebbero finire anche i lavori del primo stralcio della Pedemontana Fabriano-Muccia, zona Cerreto d’Esi. Poi, tra gennaio e febbraio, dovrebbe iniziare lo scavo delle gallerie del secondo stralcio, zona Matelica. L’anno prossimo, inoltre, è confermata l’apertura della tratta Albacina-Serra San Quirico i cui lavori stanno andando avanti anche se a rilento. Sono circa 200 gli operai in servizio su due turni, mattina e pomeriggio. Proprio in questi giorni sono in corso le ultime fasi del cantiere allo svincolo di Sassoferrato riaperto da alcune settimane, dopo anni di attesa per lavori infiniti. Sulla Cancelli-Fossato (tratta lunga 7,5 km con 5 gallerie lunghe 4,3 km complessivi) attualmente il transito è regolato a doppio senso di marcia per un tratto di 5 km fino al 27 novembre e, per il restante tratto di circa 2 km, dal 27 novembre al 2 dicembre. Successivamente il transito sarà consentito in modalità definitiva sulle quattro corsie, con cantieri mobili temporanei per le attività di finitura, che si concluderanno entro dicembre. Lavori anche nel cantiere tra Borgo Tufico e Albacina. Qui si circola ancora a 40 chilometri orari tra deviazioni obbligatorie e curve pericolose. A rallentare il tutto anche il fatto che il cantiere di Valtreara-Genga è ancora sotto sequestro, ormai da un anno e mezzo, a seguito del ritrovamento di 6 fusti contenente cromo esavalente. Sul piano finanziario, invece, le imprese creditrici che attendono circa 40 milioni di euro già spesi, negli ultimi due anni, lungo il cantiere SS 76, sono nella fase della compilazione delle domande da inviare a Roma per poter così riprendere quanto dovuto. Sul piatto ci sono 19 milioni di euro da incassare forse entro quest’anno o al massimo a gennaio, poi una seconda rata nel 2020.

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