3 ANNI DOPO IL SISMA, ANCORA PAURA – RIAPRE LA CHIESA DI CASTELLETTA

3,36 del 24 agosto 2016, per non dimenticare 

di Marco Antonini

Fabriano – Tre anni dopo il sisma. La ricorrenza, dopo le cinque scosse che si sono registrate in poche ore il 15 agosto, con epicentro a Fabriano, spaventa. La ricostruzione va a rilento, soprattutto quella leggera. In concomitanza con il terzo anniversario delle scosse telluriche che hanno distrutto parte del centro Italia viene riaperta al culto la chiesa parrocchiale di Castelletta, frazione del Comune di Fabriano. Domani, alle ore 11,15, il solenne rito presieduto dal parroco, don Leopoldo Paloni, nella chiesa di Santa Maria Sopra Minerva. I lavori, su progetto dell’architetto Paolo Adorisio e dell’ingegner Giuseppe Dottori, sono stati eseguiti dall’impresa Mariotti Costruzioni, per una spesa di 46mila euro. Delle 12 chiese inserite nelle ordinanze 23 e 32 del 2017 è l’undicesima che viene riaperta e riconsegnata ai fedeli. Da terminare i lavori nella chiesa di Rastia, nel Matelicese. I 12 edifici oggetto di intervento rientrano nella “Messa in sicurezza delle chiese danneggiate dagli eventi sismici iniziati il 24 agosto 2016 con interventi finalizzati a garantire la continuità dell’esercizio del culto”. Il totale della somma concessa alla diocesi di Fabriano-Matelica per queste opere di messa in sicurezza è di circa 1.500.000 euro. Cinque sono a Matelica: Santa Maria delle Grazie a Braccano, San Giovanni Battista a Colferraio, San Vincenzo a Colli, San Michele Arcangelo a Rastia, San Fortunato a Poggeto. Quattro a Fabriano: San Donato, San Venanzo ad Albacina, Santa Maria in Campo e Santa Maria Sopra Minerva a Castelletta. Due a Cerreto D’Esi: la Collegiata e Santa Maria delle Grazie a Cerquete. Una a Serra San Quirico: Madonna del Rosario a Domo, tutte riaperte ad eccezione di Rastia i cui lavori termineranno entro Natale.

Situazione più complicata per le abitazioni. Sono passati 3 anni da quel maledetto 24 agosto, alle 3,36. A distanza di 36 mesi gran parte dei cantieri non sono stati avviati. Ad oggi sono circa 240 le famiglie (circa 720 persone) che ricevono il contributo Autonoma sistemazione. Gli ultimi 38 sfollati a marzo dell’anno scorso hanno lasciato l’hotel, ma devono ancora rientrare nella propria casa. Sono 600 le ordinanze di inagibilità emesse dal Comune di Fabriano, 400 riguardano la ricostruzione leggera; 200, invece, sono in categoria E, la più grave. “L’iter va a rilento – dice l’assessore ai Lavori pubblici, Cristiano Pascucci – perché siamo alla fase sanatoria. Per rendere tutto più veloce servirebbe più personale che contiamo di avere a breve tramite nuovo concorso”. Tutto dipende dall’Ufficio Speciale ricostruzione di Macerata. Intanto dopo il palazzo di via Serraloggia, i cui lavori sono stati ultimati lo scorso febbraio e 17 famiglie sono rientrate nelle proprie case e alcune rientrate in via Balbo e in via Sassi, altre famiglie, circa 20, hanno rifatto ingresso nel proprio appartamento in centro a Fabriano. Circa 60 i cantieri già aperti. Da poco è stato dato il via anche a un cantiere per la ricostruzione pesante che coinvolge un immobile inserito in categoria E. Tra le scuole, invece, procede l’iter per la costruzione della nuova scuola primaria a Marischio, mentre si attende la demolizione e successiva ricostruzione della scuola media Giovanni Paolo II, quartiere Pisana.

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