BAR CHIUSI? SE C’E’ LA DOMANDA C’E’ ANCHE L’OFFERTA

di Marco Antonini

Lunedì nero a Fabriano? Pare proprio di sì. Bar chiusi in centro, museo della Carta pure, mostra su Gentileschi in Pinacoteca idem! Per l’Associazione dei commercianti del centro storico della città della carta a tutto c’è una spiegazione. Non, quindi, poca voglia di lavorare: se manca la domanda, l’offerta che sta a fare considerando i costi del personale, tasse e quant’altro? Agosto a Fabriano non è mai stato facile, l’entroterra non riesce ad essere attrattivo come vorrebbe. Antonella Bartolini, presidente dell’associazione dei commercianti del centro spiega che “il lunedì come giorno di riposo non viene scelto a caso da molti operatori: è il giorno che segue il fine settimana, utile a ricaricare un po’ le energie dopo gli orari prolungati del venerdì e del sabato e talvolta anche della domenica”. La normativa è chiara: ognuno è libero di scegliere quando rimanere chiuso, l’importante è che la zona non rimanga sguarnita dei servizi. “Se il bar in Piazza alta è chiuso, ma c’è ne è uno aperto in Piazza bassa è sufficiente, fare due passi per bere un caffè non guasta” evidenzia Bartolini. A conti fatti è vero: se c’è la domanda c’è anche l’offerta. “Giusta quindi l’analisi che vede identificare il lunedì come giornata un po’ “nera”: il Museo della carta è chiuso, così come la Pinacoteca che ospita in questo periodo la mostra su Gentileschi. Un turista che prima di mettersi in viaggio si informa sugli orari di apertura dei musei a questo punto, sicuramente – rimarca – non sceglierebbe il lunedì per venire a visitare la nostra città. Perché rimanere aperti quando i primi ad essere chiusi sono i poli di attrazione?”. Dello stesso avviso Olindo Stroppa, consigliere comunale Forza Italia che aveva evidenziato la chiusura bei bar del centro di lunedì sera. A lui aveva replicato subito Milena Pieroni, Bar Mario in piazza Garibaldi: “Noi siamo aperti, ma non facciamo parte del centro?”. Bartolini, comunque, precisa, in difesa degli esercenti, che “non si può puntare il dito e basta contro i negozianti. Bisogna sapere, per esempio, che per legge il personale deve avere il proprio giorno di riposo, per cui essere aperti sette giorni su sette non è facile per le piccole attività. E’ necessario gestire i turni e a volte, malgrado l’impegno, l’unica soluzione possibile è la chiusura”. Per cui ecco che si ritorna al discorso principale: in caso di grandi eventi (Fabriano in Acquarello, Palio, mostre), come si è potuto constatare, “gli operatori del settore, pur con alcuni sacrifici, tengono la propria attività sempre aperta”. Della stessa linea anche il Presidente della sezione di Fabriano di Confcommercio-Marche Centrali, Mauro Bartolozzi che aggiunge come “i giorni di chiusura vengono sempre comunicati all’ufficio Commercio del Comune preventivamente e che lo stesso ufficio ha poi il dovere di pianificare il tutto in modo che non si creino disservizi”. Sulla vicenda è intervenuto il sindaco, Gabriele Santarelli. “A tutti spetta un giorno di riposo. I musei chiusi il lunedì – dice – non sono nè un capriccio, nè una mancanza di organizzazione, ma il rispetto per i diritti di chi lavora tutto l’anno senza conoscere domeniche e festivi”.

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