PARTITO DA FABRIANO IL CAMMINO NELLE TERRE MUTATE

di Marco Antonini

Partito da Fabriano il Cammino nelle terre mutate dal sisma, 250 chilometri a piedi per la sopravvivenza e il riscatto dell’entroterra. In 40, nei giorni scorsi, si sono dati appuntamento in Piazza del Comune (foto) per un viaggio originale nel centro Italia. Destinazione finale, domenica 7 luglio: l’Aquila. “Un percorso emozionale, per non dimenticare e valorizzare i luoghi della nostra storia. Un’occasione per conoscere l’entroterra, ricco di cultura, tradizioni, tranquillità, ma anche di sofferenze infinite dopo il terremoto” riferiscono gli organizzatori. Quella partita, anche quest’anno dalla città della carta è una camminata lenta, da fare sia a piedi che in bici, sugli Appennini. Qui la ribalta è tutta per quelle persone che stanno facendo il possibile per far rivivere le terre cambiate dal terremoto. Il Cammino nelle Terre Mutate, il primo itinerario escursionistico solidale d’Italia. Un viaggio che parte da Fabriano e arriva a L’Aquila attraversano il sistema di faglie che, dal 1997 ad oggi, ha sconvolto e “mutato”, per sempre, l’Appennino centrale, all’interno di due tra i più importanti Parchi nazionali italiani: quello dei monti Sibillini e quello del Gran Sasso e dei monti della Laga. Il percorso si snoda lungo 250 km, in 14 tappe e attraversa luoghi di splendore naturalistico e città d’arte e spiritualità come Fabriano, Norcia, Matelica e Camerino. Nasce a seguito della Lunga Marcia per L’Aquila, trekking di solidarietà che ogni anno porta centinaia di camminatori nei luoghi colpiti dal terremoto del 2009. L’itinerario è stato messo a punto dall’Associazione Movimento Tellurico, dall’APE-Associazione Proletari Escursionisti-sezione di Roma e da Federtrek ed è stato tracciato da un gruppo di guide escursionistiche.

Promuovere il territorio

In libreria c’è anche l’apposita guida promozionale firmata da Enrico Sgarella, avvocato e presidente di Movimento Tellurico che fa conoscere al grande pubblico questo cammino. La guida, per ogni tappa, oltre alla descrizione del percorso e le consuete informazioni utili (cartine dettagliate, altimetrie, dislivelli, le ospitalità e i luoghi da visitare), contiene anche una storia di chi ha deciso di restare su quel territorio. E per ogni tappa, i recapiti delle associazioni locali, disponibili a far conoscere ai camminatori le Terre Mutate attraverso le persone e le realtà locali che le stanno facendo rivivere. L’obiettivo è quello di far conoscere e apprezzare quelle realtà lontane dalla costa, ma che possono offrire tantissimo non solo a livello ambientale, ma anche storico, culturale, umano ed enogastronomico.

Attraversare Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio, da Fabriano a Camerino e alla Piana di Castelluccio, da Norcia ad Amatrice, solo per fare alcuni esempi, per conoscere luoghi bellissimi e feriti, e le storie di chi ha deciso di restare. Enrico Sgarella, fondatore dell’associazione Movimento tellurico, che con APE-Associazione Proletari Escursionisti-sezione di Roma e Federtrek, ha creato il Cammino nelle Terre Mutate, definisce questa iniziativa “l’esperienza che ti permette di tornare a casa cambiato, arricchito dopo aver contribuito alla rinascita di un territorio sfigurato dal sisma”. Secondo gli organizzatori, il Cammino nelle Terre Mutate, 250 chilometri, in quattro regioni del centro Italia, è “un itinerario per contribuire al rilancio di una terra trasformata, nella fisionomia e nell’anima, e tornare rinnovati”.

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