INDECENTE 76, PRESSING SUL GOVERNO: “LA QUADRILATERO NEL DECRETO”

Fabriano – Il Comitato “Indecente 76” si impegna a monitorare ciò che succederà a Roma questa settimana. L’0biettivo è quello di far inserire la SS 76 nel Decreto legge “sblocca cantieri”. Attivisti impegnati per salvare la strada cantiere i cui lavori sono fermi da più di otto mesi. “Sembra che entro la prossima settimana – dichiara Paolo Paladini, presidente del Comitato – il Governo varerà un decreto legge (detto “sbloccacantieri”), per snellire le procedure e far ripartire centinaia di cantieri bloccati da mesi ed anni. Sembra di capire (da indiscrezioni apparse sulla stampa nazionale), che verranno nominati dei Commissari straordinari per ogni opera, sul modello di Genova. Se le cose stanno così, facciamo ancora una volta appello ai rappresentanti parlamentari del nostro territorio, in primis Patrizia Terzoni e Sergio Romagnoli, M5s, affinché facciano pressione e verifichino, prima del varo del provvedimento, che tra le opere venga inserita la “Quadrilatero” con il completamento dei lavori della ss.76 tra Fossato di Vico e Serra San Quirico. Mai come in questo momento – ribadisce – il ruolo dei parlamentari del territorio potrà risultare fondamentale. Il comitato “Indecente 76” verificherà, anche attraverso il coinvolgimento dei Sindaci del territorio interessati dai lavori, che alle promesse seguano fatti concreti. E questo imminente decreto è un fatto concreto. Sarebbe gravissimo che il nostro territorio venisse, ancora una volta, tagliato fuori o emarginato”.

Il vertice con i parlamentari

Sollecitare la convocazione di un tavolo ministeriale per affrontare il difficile momento che stanno attraversando le imprese che hanno lavorato, nell’ultimo anno, sulla 76 e vantano crediti per circa 40milioni di euro. E’ quanto è stato affrontato venerdì 15 marzo a Fabriano nel corso di un incontro richiesto dalle associazioni di categoria con i parlamentari marchigiani. Dopo l’annuncio, da parte dei sindacati, della possibile ripresa dei cantieri entro il prossimo mese, le piccole e medie imprese di Marche e Umbria, con due mila dipendenti complessivi, sono tornate alla carica e hanno ribadito l’urgenza di trovare una soluzione visto che, con la procedura di concordato, verranno pagati, da parte di Astaldi, crediti per un massimo del 30% e tante aziende rischiano di dover licenziare o fallire. Chiesta la convocazione di un tavolo ministeriale per evitare l’ennesima crisi dell’entroterra.

Marco Antonini

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