PUNTO NASCITA, LA GRAZIA POTREBBE ARRIVARE DAL “CRATERE SISMICO”

di Marco Antonini

Il cratere sismico potrebbe salvare il punto nascita dell’ospedale Profili. Il Comune di Fabriano, intanto, ricorre al Tar per fermare l’ordinanza di chiusura. Da oggi, 20 febbraio 2019, non si nasce più nella città della carta ed entro stasera verranno dimesse le ultime mamme coraggiose che, nonostante tutto, hanno deciso di mettere alla luce il proprio bambino a Fabriano. Il sindaco, Gabriele Santarelli, dopo l’incontro con il governatore, Luca Ceriscioli, ha inviato una lettera alla Regione Marche e al Ministero della Salute, coinvolgendo i parlamentari del territorio, per chiedere di attuare quando previsto dall’articolo 17 del decreto legge del 9 febbraio 2017 in materia di sopravvivenza dei servizi sanitari nei comuni del cratere sismico. Il primo cittadino chiede “l’intervento del Tavolo di Monitoraggio” in quanto, in caso di parere favorevole, può evitare la chiusura della sala parto e la riorganizzazione ospedaliera disposta per il Profili che non raggiunge la soglia delle 500 nascite l’anno. Tutto questo grazie alla legge che tutela i Comuni del cratere sismico. Santarelli oltre a chiedere questa maggiore tutela in quanto area disagiata dal terremoto del 2016 ( e da quello del 1997), continuerà “a mantenere i contatti con il Ministero della Sanità per ottenere un incontro che dovrà servire a definire le intenzioni e le tempistiche della revisione dell’Accordo Stato-Regioni”. Ieri, intanto, è stato depositato un ricorso al Tar con richiesta di sospensiva. “Abbiamo raccolto tutti i documenti necessari per ricostruire l’intera vicenda e per dimostrare come sia impensabile e irresponsabile condannare le mamme del nostro intero territorio – dichiara Santarelli – a viaggi della speranza nei quali ci si mette nelle mani del destino, sulla SS 76. A breve chiederemo agli altri Comuni dell’entroterra di intervenire e sostenere la nostra richiesta”.

Pesciarelli

Coesi i Comuni dell’Unione Montana Esino Frasassi, Fabriano, Cerreto d’Esi e Sassoferrato, a cui si aggiunge il Comune Genga. “Abbiamo concordato con la Regione – spiega il sindaco di Sassoferrato e Presidente dell’Unione Montana, Ugo Pesciarelli – che Ostetricia non sia smantellata. L’obiettivo è quello di rimetterla in moto, ma dobbiamo avere un segnale ufficiale da parte del Ministero della Salute sulle reali tempistiche circa la modifica dell’accordo Stato-Regioni. Ieri – conclude – ho di nuovo inviato una lettera per chiedere un incontro con il Ministero che fa seguito alla lettera che avevamo inviato la scorsa settimana”. In merito all’incontro dei sindaci con Ceriscioli, Santarelli precisa che «la Regione poteva fare molto di più soprattutto in passato nella ricerca di pediatri, cosa che ci avrebbe posto in una condizione del tutto diversa nei confronti del Comitato Percorso nascita. La paura espressa dal Governatore rimane quella di vedersi ridotti i trasferimenti dello Stato per la sanità di una cifra che potrebbe andare dai 30 ai 60 milioni di euro».

Opposizione

Da oggi nessuna gestante ricoverata al Profili per partorire. Opposizione all’attacco. “L’incontro tra il Governatore delle Marche e i sindaci del territorio montano per salvare il Punto nascita – dichiara Andrea Giombi, Fabriano Progressista – non sembra abbia portato alcunché di positivo. Credo che questo incontro sia stato troppo tardivo. E’ una sconfitta di tutta la politica. A Fabriano sembra si possa solo morire. Tutto il territorio montano – conclude – merita di meglio”. Il coordinamento locale della Lega Nord: “Si sapeva da tempo che il rischio chiusura era incombente, queste levate di scudi e prese di posizione andavano fatte prima”.

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