RICOSTRUZIONE LEGGERA: CANTIERI APERTI. SI RIENTRA A CASA IN VIA SERRALOGGIA

di Marco Antonini

Firmato la prima revoca di ordinanza di inagibilità a Fabriano. Nove famiglie possono rientrare nel palazzo situato a poche centinaia di metri dal centro storico della città della carta. Il condominio, di via Serraloggia numero 156, aveva subìto danni per colpa del terremoto e i residenti costretti a trovare nuova sistemazione. Le forti scosse sismiche registrate tra agosto e ottobre 2016, avevano fatto emettere ordinanza al sindaco di Fabriano il 28 ottobre. Con quel documento era stata dichiarata l’inagibilità di tutto lo stabile. Adesso si festeggia: a quasi due anni e mezzo dal terremoto si può dire che la ricostruzione leggera sta andando avanti e i residenti di questa palazzina possono ritornare nella loro casa. “Sono felice – dichiara il primo cittadino, Gabriele Santarelli – di aver firmato la prima revoca di inagibilità. E’ l’atto che certifica che la ricostruzione leggera è partita e iniziamo a vedere i primi cantieri riconsegnati. Alcuni iniziano a rientrare nelle proprie abitazioni ed è un bel segnale non solo per la nostra comunità, ma per tutta l’area colpita dal sisma. Nonostante le difficoltà oggettive dovute alla troppa burocrazia è possibile lavorare e portare a termine gli interventi. Nei prossimi giorni – anticipa – sarà dato il via anche a un cantiere per la ricostruzione pesante che coinvolge un immobile inserito in categoria “E””.

Sono più di 600 ordinanze di inagibilità nel Comune di Fabriano, 400 quelle che riguardano la ricostruzione leggera. “I rallentamenti in diversi casi – spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Cristiano Pascucci – sono imputabili a molti fattori tra questi i progetti di conformità urbanistica. In poche parole sono evidenti discrepanze tra i progetti depositati, 20,30,40 anni fa all’atto della costruzione dello stabile e quello che poi è stato realizzato”. Questo comporta che l’anomalia va sanata contestualmente o prima di presentare il progetto. Ad oggi sono circa 50 i cantieri aperti: sono tutti privati che hanno certificato un’inagibilità di classe B e C. I lavori prevedono la riparazione del danno, ma non obbligatoriamente il miglioramento e o adeguamento sismico che, invece, è previsto per tutti coloro che hanno inagibilità più grave, di tipo E. Sono circa 200 le ordinanze che rientrano in questa categoria. “Al momento – dichiara Pascucci – si stanno presentando i progetti. A Fabriano non c’è ancora un cantiere aperto, ma contiamo di inaugurare il primo nelle prossime settimane”.

Spostandoci, di poco, da via Serraloggia, dove si trova il primo stabile non più inagibile, arriviamo in via don Petruio. In una palazzina seriamente danneggiata lavora e vive Daniele Gattucci che ha seguito, a nome dei 12 condomini, anche la ricostruzione del sisma del 1997. “Di difficoltà ne abbiamo diverse. Una riguarda il contributo autonoma sistemazione che è in ritardo di alcuni mesi – dichiara – e il secondo è la burocrazia che rallenta tutto. Basta dire che quella volta iniziammo la ricostruzione vera e propria già dopo due anni, adesso ancora no. Devo ringraziare, però, il team di ingegneri, architetti e geometri che come condominio abbiamo scelto perché ci ha permesso di entrare in una fase progettuale molto avanzata, tanto che ora possiamo ipotizzare con alta percentuale di riuscirci, di demolire e ricostruire il palazzo in classe A, quindi con maggiore efficacia ricostruttiva, nei prossimi mesi. Il terreno su cui è stato costruito questo stabile, negli anni Sessanta, oltretutto, è tra quelli con il coefficiente a più alto rischio sismico rispetto ad altre zone di Fabriano”.

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