“UN TERRITORIO COSI’ PICCOLO, MA RICCO DI SANTI”

di Marco Antonini

Al via, nella diocesi di Fabriano-Matelica, nelle Marche, l’anno pastorale dedicato alla santità. Il vescovo diocesano, monsignor Stefano Russo, da un mese e mezzo anche Segretario Generale della Cei, ha aperto i lavori, venerdì pomeriggio 9 novembre, presso la Cattedrale Basilica San Venanzio, nella città della carta. “In un territorio così piccolo – ha detto il presule in una chiesa gremita di fedeli – ci sono tante storie di Santi che hanno vissuto qui nel corso dei secoli che danno, ancora oggi, un grande beneficio a una società sempre più disorientata”. Il vescovo ha spiegato nel dettaglio la “grandezza” di questa terra a confine, tra Marche e Umbria, nel cuore del sisma del 2016 di cui ancora si pagano le conseguenze. “Qui era di casa San Francesco d’Assisi che veniva a confessarsi. Qui San Romualdo ha fondato uno dei suoi eremi, quello di Valdicastro, e qui ha scelto di morire. Qui, 750 anni fa, San Silvestro ha posto la sua casa su Montefano. Qui sono ufficialmente nati i cappuccini con l’atto fondativo scritto all’Acquarella di Albacina. Qui, a Matelica, la Beata Mattia ha interpretato nel digiuno e nella preghiera la sua coraggiosa scelta di clarissa. Qui, a Sassoferrato, Sant’Ugo ha compiuto i suoi miracoli”. Santi, quindi, che hanno lasciato testimonianze straordinarie anche attraverso la presenza di persone che continuano oggi a sottolineare l’itinerario spirituale.

L’anno che si è aperto in Cattedrale è diventata l’occasione per promuovere il percorso unitario della Diocesi che ha organizzato attività anche con i bambini e ragazzi del catechismo per far conoscere la testimonianza di coloro che hanno lasciato un grande segno nel Fabrianese e nella storia della Chiesa. “In questo tempo – ha concluso monsignor Russo – i Santi ci fanno toccare con mano la grandezza del cristianesimo: è un segno di speranza per il nostro tempo in cui sembra emergere una difficoltà ad incontrarsi anche per colpa del linguaggio che usiamo. Corriamo sempre e non abbiamo mai tempo per fermarci a riflettere. Questi uomini e donne innamorati di Cristo ci invitano a metterci in discussione e a ripartire dalla comunicazione tra noi che deve favorire l’incontro vero con il nostro prossimo”. L’attore Giovanni Scifoni, intervistato dal direttore del settimanale diocesano L’Azione, Carlo Cammoranesi ha rimarcato, con energia, l’urgenza di rendere i Santi attuali. “Sono esempi importanti – ha detto – perché hanno fatto cose che non sapevano fare per il bene degli altri e così quella vita è diventata una testimonianza”. Poi l’appello: “Abbiamo bisogno di punti di riferimento per i nostri giovani”. Un’emergenza più attuale che mai da affrontare quanto prima.

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