IL TESSUTO DELLE IMPRESE DELL’AREA DI FABRIANO – I NUMERI

Fabriano – Cna: Luca Baldini, (il primo a sinistra) 36 anni, di Jesi, è il nuovo segretario. Questa mattina, 12 novembre, la presentazione ufficiale alla presenza dei vertici provinciali e territoriali dell’associazione di categoria, Massimiliano Santini, Marzio Sorrentino e Maurizio Romagnoli, presso la sede di via Martiri della Libertà. “La Cna nel fabrianese segue i comuni di Cerreto D’Esi, Genga, Serra San Quirico, Sassoferrato e Fabriano. Ci sono 4mila imprese di cui il 25% imprese artigiane. Noi rappresentiamo circa 700 imprese, di cui il 55% artigiane, fra le più alte percentuali della provincia di Ancona per la nostra associazione di categoria. Una presenza che si sta consolidando ogni anno di più. Fra associati, clienti per consulenza fiscale e servizio buste paga, circa il 10% della popolazione dell’area fabrianese, gravita nei nostri uffici a Fabriano e nel comprensorio” il punto di Massimiliano Santini prima di spiegare nel dettaglio lo studio effettuato dalla Cna Marche.

La demografia delle imprese, struttura attuale

Nella composizione per macro settori del tessuto di imprese, l’area di Fabriano (comprendente i comuni di Fabriano, Cerreto d’Esi, Genga, Sassoferrato e Serra San Quirico) registra di fatto la stessa importanza dell’aggregato manifatturiero-costruzioni rispetto al complesso della provincia. Notevolmente diversi, invece, sono i pesi del primario e del terziario: agricoltura ed estrazioni, difatti, rappresentano per il fabrianese esattamente un quarto del tessuto di imprese attive (il 25%), dunque ben di più di quello che il primario rappresenta per la provincia nel suo complesso (16%). All’opposto, il terziario dell’area di Fabriano pesa assai meno rispetto al ruolo che ha nel complesso della provincia (51% contro 59%). L’area di Fabriano si presenta quindi fortemente orientata all’agricoltura e alle estrazioni, altrettanto manifatturiera rispetto alla provincia, molto meno terziarizzata rispetto ad essa. Nell’ambito del terziario, si evidenzia soprattutto il peso largamente inferiore del commercio (20,9% contro 26,1% nella provincia) ma anche l’importanza dei servizi legati al turismo (il cui peso nell’area è di pochissimo inferiore a quello della provincia) e dei servizi avanzati (a maggiore contenuto di conoscenza): nell’area rappresentano il 15,7% mentre nella provincia pesano per il 17,5%. In effetti, considerando la composizione per singole attività del terziario, l’area di Fabriano registra un ruolo dei servizi avanzati (30,8%) più elevato rispetto a quello del complesso della provincia (29,4%); dunque, pur sottodimensionato rispetto all’ambito provinciale, il terziario dell’area ha un orientamento più avanzato. E al suo interno risulta più ampio anche il ruolo dei servizi di soggiorno e ristorazione (12,3% contro 11,2%).

L’evoluzione della struttura per macrosettori

L’incidenza del primario nell’area di Fabriano è ben più decisa di quella media provinciale nonostante sia calata più decisamente nel periodo della crisi, passando dal 28,1% del 2009 al 24,8% del 2018. Tra i comuni dell’area ve ne uno solamente dove la quota di imprese attive è in maggioranza del primario: si tratta di Serra San Quirico dove la quota delle imprese dell’agricoltura e delle estrazioni è addirittura cresciuta negli ultimi anni, passando dal 52,4% del 2009 al 53,8% del 2018; il primario ha il maggior numero di imprese anche a Sassoferrato (37,7%%) mentre ha perso molto peso a Genga (da 37,1% nel 2009 a 29,5% nel 2018). L’area di Fabriano è ancora più manifatturiera del complesso della provincia (11,3% contro 11%) ma il calo di tale incidenza è stato più marcato per l’area (era 12,2% nel 2009). Il manifatturiero caratterizza ancora Fabriano (12,0% delle imprese) ma ha un ruolo particolarmente ampio a Cerreto d’Esi (15,9%). Le costruzioni caratterizzano Sassoferrato (18,3%) e Genga (14,5%) e il loro peso sul tessuto comunale delle imprese risulta in ulteriore crescita. Il ruolo del terziario in termini di quota % di imprese è fortemente sottodimensionato a Serra San Quirico (26,4%) e Sassoferrato (34,8%), anche se in ambedue i comuni, come del resto anche nei rimanenti, il peso del commercio sul tessuto di imprese è in crescita.

La dinamica di lungo periodo e i mutamenti di struttura

Tra il 2009 e il 2017 l’area di Fabriano perde 198 imprese attive pari al –4,8% mentre la provincia ne perde 1545 pari al -3,7%. Le imprese del primario calano nell’area decisamente (-15,2%) ma meno rispetto al “crollo” che si registra a livello provinciale (-19,5%). Anche per le costruzioni la perdita di imprese dell’area (-6,4%) è meno marcata di quella provinciale (-7,4%) ma l’area registra, invece, una perdita di imprese manifatturiere (-11,7%) quasi doppia in termini percentuali rispetto a quella registrata dalla provincia (-6,8%). E una proporzione analoga vale per i trasporti, dove le perdite di imprese attive dell’area (-23,4%) superano di gran lunga quelle registrate nella provincia (-11,7%). La crisi ha colpito assai più duramente i comuni di Genga, Sassoferrato e Serra S. Quirico, dove le perdite di imprese attive tra 2009 e 2017 superano sempre il 10% mentre risultano assai più lievi – non solo in termini percentuali – per Fabriano e Cerreto d’Esi. Si noti come le perdite assolute di imprese dei comuni di Sassoferrato e Serra San Quirico siano anche in termini assoluti ben più elevate di quella subita da Fabriano. Nel comune di Fabriano il tessuto delle imprese attive ha “tenuto” perché le perdite del primario e del manifatturiero, delle costruzioni e dei trasporti, sono state in larga misura compensate dalla crescita delle imprese attive dei rimanenti servizi, cresciuti tutti di numero a parte commercio, trasporti e attività immobiliari.

Le tendenze recenti

Nei primi nove mesi del 2018 (gennaio – settembre: si tratta dei dati di fonte Infocamere di più recente disponibilità) le imprese dell’area di Fabriano calano ulteriormente di numero (-29 unità pari a -0,7%) allo stesso ritmo con cui cala ancora il numero delle imprese attive della provincia. Le principali differenze dell’area rispetto al complesso della provincia sono:
– nell’area calano ancora le imprese manifatturiere mentre nella provincia riprendono a crescere (- 0,5% contro +1,1%);
– nell’area si ridimensiona più decisamente il numero di imprese di costruzioni (-1,6% contro -0,9%);
– nell’area si registra un lieve calo di imprese per attività di servizio (informazione e comunicazione, attività finanziarie e assicurative, attività professionali scientifiche e tecniche, istruzione) che nel complesso della provincia crescono di numero o limitano meglio le perdite.

A livello dei singoli comuni dell’area, i dati dei primi nove mesi del 2018 confermano la capacità di reagire del comune di Fabriano (dove le imprese attive aumentano di numero) e la crisi perdurante degli altri comuni, tutti in perdita ulteriore di imprese, in particolare Cerreto e Serra San Quirico.

Le imprese e il territorio

I rapporti imprese/popolazione e imprese/superficie mostrano che l’area di Fabriano ha una densità di imprese analoga rispetto al complesso della provincia sotto l’aspetto del rapporto imprese per mille abitanti, decisamente inferiore per quanto riguarda la densità delle imprese rispetto alal superficie. Tra i comuni dell’area, 3 su 5 hanno una densità di imprese maggiore di quella media dell’area e di quella della provincia: sono i comuni di Genga, Sassoferrato e Serra San Quirico. L’addensarsi delle imprese sul territorio, vede invece in testa alla graduatoria il comune di Cerreto d’Esi.

 

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