POZZI D’ACQUA VALTREARA, NON C’E’ STATO INQUINAMENTO DA CROMO ESAVALENTE

di Marco Antonini

Inquinamento da cromo esavalente a Valtreara di Genga, lungo il cantiere fermo della SS 76. Nei giorni scorsi sono arrivate le analisi dell’acqua, precauzionalmente dichiarata non potabile dall’Amministrazione comunale, dei cinque pozzi privati situati non lontano dalla zona sequestrata dai carabinieri forestali. L’acqua non è inquinata, non c’è stata contaminazione. Il sindaco, Giuseppe Medardoni: “Un sospiro di sollievo”. Una buona notizia per tutti i residenti dell’are non lontana da Valtreara e che, da mesi, è angosciata per questa bomba inquinante scoperta sotto terra. In poche parole il cromo esavalente, una delle sostanze più tossiche per l’uomo e per l’ambiente, non avrebbe raggiunto le falde acquifere. Le ultime analisi effettuate, quelle sui pozzi privati, ha dato esito negativo come per l’acqua pubblica. Resta ora da capire quando tempo bisognerà attendere per la bonifica vera e propria dell’area, di circa mille metri quadrati, all’interno del cantiere della 76. Il piano di caratterizzazione, cioè l’iter tecnico-amministrativo per la valutazione dei fenomeni di contaminazione di un sito potenzialmente inquinato, così come richiesto dall’Arpam ad Astaldi, è stato avviato recentemente. A breve i forestali chiederanno il dissequestro della zona. Un problema, quello dell’inquinamento, che è esploso ad aprile con il ritrovamento di fusti di cromo esavalente da parte degli operai che stavano effettuando lavori sotto al viadotto di Valtreara. Dalle indagini, per smaltimento illecito, che sono state subito avviate dalla Procura di Ancona, è emerso che i colpevoli resteranno impuniti perchè il reato cade in prescrizione visto che l’azienda del comprensorio che avrebbe commesso il fatto non lavora da tempo e i fatti contestati sono accaduti negli anni ’70, quasi 50 anni fa, durante i lavori di costruzione delle gallerie monotubo che hanno unito Fabriano a Serra San Quirico e ora, da troppi anni, oggetto di raddoppio della carreggiata che non riesce a vedere la parola fine. I sopralluoghi delle forze dell’ordine sono andati avanti per mesi e hanno portato, recentemente, al ritrovamento di un sesto fusto di cromo esavalente adagiato in una vecchia vasca da bagno poi interrata per un metro e mezzo e vicino alcuni sacchetti di plastica con la stessa sostanza che ha trasformato questo pezzo di terra una discarica a tutti gli effetti.

Astaldi: concordato per garantire prosecuzione dei lavori

“Astaldi comunica che la procedura di “concordato preventivo in continuità” attivata lo scorso 28 settembre ha lo scopo, tra l’altro, di garantire ai committenti la regolare prosecuzione dei lavori in tutti i cantieri in cui il Gruppo sta operando, oltre che tutelare i creditori e preservare il patrimonio aziendale. Astaldi precisa inoltre che l’azione di S&P di declassare il rating a D segue la decisione della Società di presentare domanda di concordato. S&P valuta la situazione attuale di Astaldi al pari di un default poiché la richiesta di concordato preventivo implica la sospensione dei pagamenti rivenienti da tutti gli impegni pregressi alla data di presentazione della domanda di concordato, salvo espressa autorizzazione del tribunale, durante il periodo del concordato. Astaldi precisa inoltre che tutti i pagamenti maturati relativi alle obbligazioni emesse sono stati regolarmente pagati. Il declassamento a D, default, non è quindi in nessun modo da assimilare ad uno stato di fallimento del Gruppo.

L’interessamento di Salini Impregilo

Su Astaldi, secondo general contractor italiano, ha messo gli occhi il gruppo industriale Salini Impregilo che, nei giorni scorsi, è uscita allo scoperto. “Valutiamo continuamente ogni opportunità di crescita. Stiamo seguendo con attenzione le evoluzioni riguardanti società operanti nel settore delle costruzioni all’estero e in Italia, tra queste anche Astaldi anche se ad oggi non è stata assunta alcuna determinazione in merito” il punto della gruppo Salini Impregilo. C’è un interessamento a rilevare le partecipazione dei progetti italiani dove entrambe le società sono presenti.

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