RICOSTRUZIONE, CANTIERI IN 12 CHIESE TRA FABRIANO E MATELICA

Due anni fa le forti scosse di terremoto che hanno messo in ginocchio il centro Italia. Da oggi, 22 agosto, Radio Gold, inizia un viaggio a 24 mesi dal sisma che ancora si fa sentire e spaventa. Il punto sulla ricostruzione delle chiese della Diocesi di Fabriano-Matelica.

di Marco Antonini

Ricostruzione delle chiese della Diocesi di Fabriano-Matelica a quasi due anni dalla prima forte scossa che ha messo in ginocchio il centro Italia. 12 le chiese interessate: i progetti sono stati presentati all’Ufficio Ricostruzione Marche l’anno scorso e sono stati approvati sia da un punto di vista tecnico che economico. A maggio le prime gare. “Ad oggi – spiega il vescovo, Stefano Russo – abbiamo già appaltato 5 chiese. A breve saranno appaltate tutte. L’apertura dei cantieri è prevista entro l’inizio di settembre”. Questa la tabella di marcia della diocesi. Su 12 chiese due sono state inserite nell’ordinanza 23 del 5 maggio 2017; 10 nell’ordinanza 32 del 21 giugno 2017 entrambe per la “Messa in sicurezza delle chiese danneggiate dagli eventi sismici iniziati il 24 agosto 2016 con interventi finalizzati a garantire la continuità dell’esercizio del culto. Approvazione criteri e secondo programma interventi immediati”. Il totale della somma concessa alla diocesi di Fabriano-Matelica per queste opere di messa in sicurezza è intorno ai 1.500.000 euro che l’Ufficio Ricostruzione Marche erogherà alla diocesi nei tempi e nei modi previsti dalle ordinanze.

Cinque sono a Matelica: Santa Maria delle Grazie a Braccano, San Giovanni Battista a Colferraio, San Vincenzo Martire a Colli, San Michele Arcangelo a Rastia, San Fortunato a Poggeto. Quattro a Fabriano: San Donato a San Donato, San Venanzo Vescovo a Albacina, Santa Maria Assunta in Santa Maria in Campo e Santa Maria Sopra Minerva a Castelletta. Due a Cerreto D’Esi: Collegiata Santa Maria Assunta (foto) e Santa Maria delle Grazie a Cerquete. Una a Serra San Quirico: Beata Maria Vergine del Rosario a Domo. “I progetti – dichiara il presule e Co-Presidente dell’Osservatorio centrale per i beni culturali di interesse religioso di proprietà ecclesiastica – sono stati presentati all’Ufficio Ricostruzione Marche tra luglio e agosto 2017. Tra dicembre e marzo sono stati approvati sia da un punto di vista tecnico che economico. Tre mesi fa abbiamo cominciato ad appaltare le prime 5 chiese. Siamo in gara d’appalto per altre 6, ne manca una. Entro il prossimo mese saranno appaltate tutte. Apertura dei cantieri prevista entro l’inizio di settembre. Ci auguriamo che per dicembre, salvo imprevisti, i lavori dovrebbero essere conclusi in 9 chiese. Nelle restanti tre, Colferraio, Poggeto, Cerquete, invece, entro la primavera 2019”. Le ditte invitate a partecipare sono state scelte da una “white list” della Prefettura composta di 80 ditte provenienti da tutta Italia, che hanno presentato curriculum alla diocesi.

“Abbiamo preferito privilegiare, in primis, le ditte del territorio della diocesi, in seconda battuta abbiamo allargato la scelta al territorio marchigiano e per alcuni sporadici casi ci siamo spinti anche verso l’Umbria. Secondo il principio di trasparenza e rotazione presente nell’ordinanza – conclude il vescovo diocesano – abbiamo cercato di invitare tutti almeno una volta così da dare a tutti le stesse possibilità di vincita. In virtù di ciò qualora una ditta si sia aggiudicata un appalto non è stata più richiamata”. Recentemente monsignor Russo era intervenuto alla Camera dei Deputati. «Gli strumenti finora approntati dal legislatore – aveva detto – hanno fallito l’obiettivo di garantire una pronta ricostruzione: gli interventi di messa in sicurezza non risultano ancora integralmente attuati, mentre quelli di ricostruzione non risultano nemmeno iniziati. Tutte le diocesi ferite dal sisma riscontrano problemi nell’interfacciarsi con gli uffici speciali per la ricostruzione”.

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