In evidenza

STATUA SAN PIETRO MARTIRE, L’ALLARME DI ROBERTO SORCI

Di Roberto Sorci, ex sindaco di Fabriano

È un po’ di tempo che sto osservando “strani” atteggiamenti degli Enti preposti, sul complesso di San Domenico e di conseguenza sulla famosa statua del San Pietro Martire, recentemente attribuita a Donatello, che momentaneamente dovrebbe essere presso un restauratore per il completamento del restauro dopo la mostra agli UFFIZI.
Noto, con grande sorpresa che il FONDO EDIFICI DI CULTO (FEC), emanazione del Ministero degli Interni, rivendica la PROPRIETA’ della Chiesa e addirittura il 29 maggio u.s., avrebbe effettuato un sopralluogo nella chiesa, per accertarne lo stato con tutto quello che ne consegue. Ho il privilegio di conoscere abbastanza bene la storia del Complesso di San Domenico, come quella di Sant Agostino, perché già nel lontano 1993, come “giovane” assessore alla Cultura del Comune di Fabriano, ebbi un “lungo” braccio di ferro con il compianto e amato Vescovo di Fabriano Mons. Scuppa, che voleva inglobare le due chiese nelle proprietà della diocesi Fabriano-Matelica. Risultato finale, anche il Vescovo Scuppa, convenne che la proprietà era dello STATO e quindi del Comune. Essendo stata trasferita al Comune, nel lontano 1868, dall’Amministrazione del Fondo per il Culto (oggi FEC) del Ministero degli Interni dell’ allora Regno d’Italia. Tanto è vero che tutti i restauri effettuati dopo il 1861 (ultimo restauro doc. 3 Agosto 1861 Ministero Interni), sono tutti a carico del Comune di Fabriano e della Soprintendenza, ad eccezione dei RESTAURI degli affreschi della sagrestia e della cappella di San Domenico e della cappella di Sant’ Agostino, che nel 2006 per la Mostra su Gentile da Fabriano, costrinsi (termine esatto), la Fondazione Carifac a sponsorizzare i restauri, per un importo, se non ricordo male, intorno ai 150 mila euro (restauratore Arch Pecorelli anche lui fabrianese).
Come tutti i cittadini, potranno leggere il documento che pubblico sul mio profilo, è la copia del contratto del 1868, che regola il trasferimento al Comune di Fabriano degli ex Conventi dei Domenicani, Agostiniani, Camaldolesi e Conventuali, con le relative chiese, con la sola esclusione della chiesa di San Biagio. E’ una copia del documento che conservo dal 1993, per i motivi sopra ricordati, e si può notare anche un fatto un curioso il post it a firma di G. Castagnari, quel periodo svolgeva la funzione di consulente per la biblioteca essendo andato in pensione e successivamente diventerà Sindaco. Nel documento, è inserita una clausola che precisa: le proprietà cedute, ritornano al FEC, o su richiesta di chi ha firmato il contratto o se le Chiese vengono dismesse dal Culto.
SANT AGOSTINO, E SAN DOMENICO, son ancora dedicate al culto (festa di Santa Rita, Santa Lucia), solo momentaneamente, hanno delle difficoltà, per i danni dal terremoto. Questa clausola è ben descritta nell’atto tanto per essere chiari.
Nell’atto, sono evidenziate anche le clausole, per quanto concerne i libri e gli oggetti d’arte, dove il combinato disposto dei punti 4,8,10, recitano che gli oggetti sono di proprietà statale, ma affidati al Comune. Questo per essere chiari. Aggiungo che in una recente tesi di laurea all’Università di Perugia, viene proposta anche, una suggestiva tesi, dove si ipotizza la collocazione del San Pietro Martire, in una parte della chiesa andata distrutta nei lavori del XVIII sec. E si propone anche l’ipotesi della persona che ordinò la committenza della statua del Santo veronese a Firenze. Quindi anche la statua di San Pietro Martire, farebbe parte dell’arredo sacro dedicato al culto. Vorrei ricordare inoltre a tutti, che la nostra Pinacoteca, ha diverse opere provenienti dalla Chiesa di San Domenico a cominciare dall’Orazio Gentileschi. Quindi ATTENZIONE ad “attivare” percorsi che non si sa, quali effetti a cascata possono avere. Le Chiese sono state concesse al Comune di Fabriano, tanto è vero che San Domenico è una RETTORIA -non una Parrocchia- assoggettata a norma particolare, secondo quanto previsto dal concordato. E su questo fa bene il Rettore di San Domenico, a ricordare, come ha fatto recentemente sulla bacheca della chiesa di San Domenico, gli impegni nei confronti della RETTORIA del Comune.
Io sono un uomo di mondo, conosco bene i meccanismi dello Stato e come si possono “sollecitare”, mi sono domandato, come mai il FEC improvvisamente si sia risvegliato per queste chiese che non ha neanche a catalogo nel registro (consultabile in rete) del FEC? Siccome sono un fabrianese, cerco di tutelare gli interessi della città. Vorrei ricordare a tutti, che anche il FEC, non ha un euro, basta vedere il suo bilancio, a meno che il Commissario Straordinario al Terremoto Delegato per i Beni Culturali Iannelli, non abbia promesso al FEC tanti soldi per il restauro delle Chiese, ma non mi pare che sia così.
Vediamo invece di “trovare” i soldi per completare il restauro del San Pietro Martire, ora che è consolidata la sua paternità e riportarlo a Fabriano, per costruire, anche grazie alla sua presenza, una offerta culturale più interessante rispetto al passato.

Roberto Sorci