CERISCIOLI E BORA IN VISITA ALLA CAVA DELLA GOLA DELLA ROSSA

Il presidente della Regione, Luca Ceriscioli e l’assessora alle Cave, Manuela Bora, hanno visitato lo stabilimento Gola della Rossa Mineraria. Accompagnati dal sindaco Tommaso Borri e dal vicesindaco Mario Bondoni di Serra San Quirico, hanno incontrato i vertici aziendali che hanno ripercorso la storia produttiva e illustrato le prospettive del Gruppo. Con un percorso guidato, Ceriscioli e Bora hanno effettuato un sopralluogo all’area mineraria che ha visto l’approvazione, dopo più di vent’anni, di un progetto di riconversione industriale, con tecniche innovative di coltivazione in sotterraneo per l’estrazione di calcare massiccio. L’attività tradizionale di cava, in superficie, si sta concludendo, per privilegiare quella in profondità, all’interno di “camere di coltivazione” lunghe 450 metri, larghe 30 e alte 106 metri. La Gola della Rossa è l’unica azienda del Centro Italia e una delle pochissime a livello nazionale che adotta questa tecnica. “È l’evoluzione di un progetto imprenditoriale attraverso lo sviluppo della compatibilità ambientale e l’integrazione con il territorio – hanno evidenziato gli amministratori del Gruppo – Da anni collaboriamo con le Università di Bologna e Trieste a questo progetto di riconversione industriale e riqualificazione ambientale dell’area della Gola della Rossa. L’attuale cava a cielo aperto si sta trasformando in un sito estrattivo sotterraneo che lascerà inalterato l’ecosistema in superficie e consentirà il reinserimento definitivo dell’area nel contesto territoriale d’appartenenza, mitigando l’impatto delle zone più in vista e creando le condizioni migliori per l’insediamento della flora e della fauna autoctone”. Soddisfatti il presidente e l’assessora: “È una vera e propria miniera. La parte nuova è tutta sotto terra, gestita con grande cura e qualità”. Ceriscioli ha sottolineato che si tratta di “una risorsa importante per la regione, sviluppata con attenzione particolare per l’ambiente”. La visita è stata “un’occasione per verificare sul campo quello che, sulla carta, è sembrato un ottimo progetto. Quello che si è potuto notare sono stati l’attenzione e l’impegno di un’impresa che, nel gestire una risorsa così preziosa, com’è il territorio, mostra grande attenzione all’ambiente e opera con grande professionalità”. Le attività estrattive nella Gola della Rossa hanno ormai 150 anni e rappresentano una delle realtà italiane più rilevanti, con impianti produttivi computerizzati d’ultima generazione. Occupa una quarantina di maestranze, con un indotto di circa 260 persone. La produzione spazia dagli inerti, ai carbonati, ai micronizzati e premiscelati. Punto di forza è il carbonato di calcio: quello della Gola della Rossa ha caratteristiche uniche di purezza (98%), esente da ferro, silice e altre sostanze. Viene impiegato nell’industria delle costruzioni, saccarifera, cartiere e alimentare, nella produzione dei mangimi, del vetro e delle fibre ottiche, in agricoltura, nel settore siderurgico, nella desolforazione dei gas da combustione.

Cementificio di Castelraimondo

La Regione Marche, con un decreto emesso oggi, 29 giugno, ha concluso con un diniego, dopo una scrupolosa istruttoria, il riesame dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) del cementificio ex-Sacci di Castelraimondo. Ne dà notizia l’assessore all’Ambiente, Angelo Sciapichetti. “Le richieste avanzate dal competente ufficio AIA regionale – informa l’Assessore – sono state completamente disattese, in quanto il gestore non ha dato seguito agli interventi previsti per l’applicazione delle migliori tecniche disponibili di settore, che dovevano essere applicate entro il 7 aprile 2017. La proposta di riesame avanzata non è risultata circostanziata e motivata, quindi abbiamo valutato che non sussistono le condizioni per accogliere la domanda di riesame. L’installazione non garantisce la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento, sia ambientale che sanitario. In tema ambientale valgono i principi cardine europei del «chi inquina paga» e della «prevenzione dell’inquinamento attraverso interventi alla fonte». Non possiamo far altro che applicarli. Le attività del cementificio non possono quindi riprendere e il gestore dovrà mettere in sicurezza gli impianti. La conservazione dell’ambiente e della salute dei cittadini è un’urgenza prioritaria per ogni politico responsabile della cosa pubblica e questo Assessorato ha operato nel perseguimento di tale obiettivo”. Con il decreto di diniego si impongono alla CementirSacci Spa, gestore dell’impianto, gli interventi di messa in sicurezza, con prescrizioni e tempistiche cogenti, continuando l’attività di monitoraggio ambientale sul sito. In particolare, dovranno essere messe in atto una serie di azioni volte a verificare eventuali situazioni di rischio ambientale, in relazione alle sostanze pericolose detenute, utilizzate o emesse, attraverso un’indagine preliminare che dovrà essere realizzata entro nove mesi dal ricevimento dell’atto. Gli esiti di tali analisi dovranno essere inviate alla Regione, ai Comuni di Castelraimondo e Gagliole e validati dall’Arpam Dipartimentale di Macerata. Qualora gli esiti della procedura dell’analisi di rischio dimostrino che la concentrazione dei contaminanti presenti nel sito è superiore ai valori di soglia, il soggetto responsabile sottopone all’Ente competente, nei successivi sei mesi dall’approvazione del documento di analisi di rischio, il progetto operativo degli interventi di bonifica o di messa in sicurezza e, se necessario, le ulteriori misure di riparazione e di ripristino ambientale, al fine di minimizzare e ricondurre ad accettabilità il rischio derivante dallo stato di contaminazione presente nel sito.

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