IL PRIMO ANNO DI ORDINAZIONE DI MONSIGNOR STEFANO RUSSO

di Marco Antonini

Domani ricorre, domenica 28 maggio, il primo anniversario dell’ordinazione episcopale del vescovo di Fabriano-Matelica, monsignor Stefano Russo. Per l’occasione il presule celebrerà la ricorrenza che ha rivoluzionato la sua vita sacerdotale con una Messa alle ore 16,30 in Cattedrale San Venanzio. Durante il rito domenicale verrà ricordato anche l’anniversario della morte della venerabile Costanza Panas, una figura questa che ha lasciato una traccia profonda di spiritualità tra i fedeli della chiesa locale. La suora, morta nel 1963, è venerata da molti e, tra gli anziani, sono tanti quelli che ancora la ricordano. Delle due ricorrenze parlerà domani il vescovo nell’omelia della messa per il primo anno di ordinazione. Il presule ha preso possesso della diocesi nei giorni del patrono San Giovanni Battista, poi, dopo alcuni mesi spesi per conoscere clero e fedeli, ecco il terremoto che ha modificato l’agenda pastorale tanto che attualmente monsignor Russo è rappresentante per la Conferenza Episcopale Marchigiana per i beni culturali. Diverse le attività in programma per il vescovo proprio in questi giorni. Il primo giugno, dalle ore 18, spazio ai Metatrone, il gruppo rock originario della Sicilia che arriverà nella città della carta per un momento di dialogo e confronto con i giovani. Poi, dopo cena, il concerto. <E’ un evento importante – ha detto don Stefano – perchè ci permetterà di ascoltare la testimonianza della conversione di questo gruppo musicale>. Dall’1 al 3 giugno, poi, è previsto il convegno in occasione del 750° anniversario della morte di San Silvestro Abate, sepolto all’eremo di Montefano. Prevista la partecipazione del Segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin che presiederà la messa il tre giugno, alle ore 12, nella chiesa omonima. Con lui concelebreranno il vescovo di Fabriano-Matelica, monsignor Russo, l’arcivescovo di Ancona-Osimo, cardinale Edoardo Menichelli e l’arcivescovo di Camerino, monsignor Francesco Brugnaro.

Dal nostro archivio, un anno fa 

La chiesa di Fabriano-Matelica è in festa per il suo nuovo pastore che, il 18 giugno, farà il suo solenne ingresso in Diocesi. Due cardinali, venticinque vescovi e duecento sacerdoti nel duomo di Ascoli per l’ordinazione episcopale di Monsignor Stefano Russo. La solenne cerimonia si è tenuta ieri pomeriggio ed è stata presieduta dal cardinale Edoardo Menichelli, arcivescovo di Ancona-Osimo. Con lui Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno e Nunzio Galantino, segretario della Conferenza Episcopale Italiana. Emozionato anche il pastore uscente, l’ideatore del pellegrinaggio Macerata-Loreto, che lascia per raggiunti limiti di età. E’ stato proprio don Giancarlo Vecerrica in queste settimane a chiedere di pregare per il suo successore. E ieri il clima di raccoglimento e preghiera è stato vissuto con intensità da diverse migliaia di persone che hanno assistito al rito o in duomo o nei maxi schermi collegati. <<Vescovo non è – ha detto il Cardinale Menichelli – chi ama l’onore più che l’onere perché l’episcopato è opera di servizio>>. Il presidente della Conferenza Episcopale Marchigiana ha augurato di stare sotto la Parola che è “l’unico modo per vivere il ministero che il Pontefice ha affidato a don Stefano”. La presentazione dell’eletto, la lettura della bolla papale, gli impegni esplicativi, le litanie dei Santi, l’imposizione delle mani da parte di tutti i vescovi presenti – ben quattro quelli originari di Ascoli Piceno che hanno concelebrato: Coccia, Marinelli, Petrocchi e Russo – l’unzione crismale, la preghiera di ordinazione, la consegna del libro dei Vangeli, dell’anello, della mitra e del pastorale hanno contraddistinto e dato solennità alla celebrazione. E’ stato lo stesso don Stefano, al termine della Messa, a raccontare della sua devozione per la Madonna e del suo impegno per la comunionalità tra i fedeli e i sacerdoti. Proprio le corali, unite in una sola per l’occasione, sono il frutto di anni di pastorale in mezzo alla gente di diverse parrocchie nonostante l’impegno a Roma come direttore dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali della Cei. <<Sono figlio di questa terra – ha detto ancora – e non riesco a vedermi slegato dai tanti volti e luoghi con i quali ho percorso un cammino che mi ha condotto oggi a vivere questa tappa della mia vita>>. Poi una chiara indicazione metodologica per il futuro. <<Non è tanto importante quello che facciamo e dove siamo. Se ci fidiamo di Dio, sappiamo che non c’è cosa migliore che possa capitarci, che fare la sua volontà. In questo modo le distanze tra noi sono veramente annullate e sperimentiamo un’unità che, diversamente, non sarebbe possibile>>. Durante i ringraziamenti ai presenti, tra i quali i sindaci di Fabriano, Matelica, Genga e l’assessore ai servizi sociali di Sassoferrato, don Stefano ha augurato ai seminaristi di essere “uomini di dialogo, testimoni efficaci e costruttori di quelle relazioni di cui oggi c’è particolarmente bisogno”. Si parte da qui. Ora si attende l’ingresso in diocesi per iniziare il tratto di stratta nella terra che, più di altre, ha sofferto la crisi economica e occupazionale.

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