PCL: ‘TANTE DONNE SENZA LAVORO A FABRIANO’

L’oppressione e la violenza e per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro riappropriandosi del suo significato originario: la lotta.
Ad evidenziarlo è Crescenzo Papale, candidato sindaco per Il PCL alle prossime elezioni di Fabriano che non può fare a meno di citare le toccanti parole di Rose Schneiderman, sindacalista del 1912: Quello che le donne che lavorano vogliono è il diritto di vivere, non solo di esistere il diritto alla vita, al sole e alla musica e allarte la lavoratrice deve avere il pane, ma deve avere anche le rose.

È ora di fare uninversione di rotta: autodeterminazione, miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, controllo della propria vita, libertà di decisione, devono diventare un motore potente di lotta contro tutte le forme di violenza che le donne subiscono, strutturali e funzionali a questa società patriarcale e capitalista basata sullo sfruttamento e sulloppressione di classe e di genere.
Per questo Il PCL rivendica innanzitutto lannullamento delle leggi di precarizzazione del lavoro, a cominciare dal Jobs Act, che espongono le donne ai ricatti sociali e sessuali, dalla perdita del lavoro per la maternità, alle molestie sessuali, il ripristino totale dell’art. 18 e la sua estensione a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, la ripartizione del lavoro esistente fra tutti e tutte con la riduzione dell’orario di lavoro a parità di paga. La cancellazione delle controriforme sulle pensioni, che erodono i nostri tempi di vita, e il ritorno al sistema pensionistico retributivo, un salario garantito a chi è in cerca di occupazione.

“E giusto ricordare aggiunge Papale che a Fabriano abbiamo superato la soglia de 5000 disoccupati, secondi i dati del Centro per l’impiego di Fabriano e di questi, 2.794 sono donne, dati che ben fotografano la crisi che dal 2008 sta continuando ad attanagliare il comprensorio fabrianese.”

Inoltre rivendichiamo :
La ricostituzione dei consultori pubblici per le donne, gestiti dalle utenti e dalle tecniche, per un controllo delle decisioni sul nostro corpo nelle nostre mani: vogliamo l’abolizione dell’obiezione di coscienza e l’accesso libero e gratuito all’interruzione di gravidanza e alla contraccezione.
L’eliminazione dei tagli ai servizi sociali legati alla cura e della pratica della sussidiarietà privata, che aggravano sulle spalle delle donne i carichi del lavoro di cura. La prospettiva deve essere quella della socializzazione del lavoro di cura.
L’eliminazione di tutte le leggi securitarie che legittimano la violazione dei diritti delle donne migranti e di fatto le pratiche di violenza diffusa nei loro confronti.

Per conquistare tutti i nostri diritti è necessario costruire un fronte organizzato che riapra una nuova stagione di lotte e che in una prospettiva anticapitalista si ponga come obiettivo il rovesciamento della società divisa in classi e l’abbattimento del patriarcato. Perché solo sradicando alla radice le cause dell’oppressione patriarcale e dello sfruttamento capitalista può esserci una vera liberazione delle donne e di tutte le minoranze oppresse. Come affermano le donne argentine noi ci organizziamo per cambiare tutto, conclude Papale.

Partito Comunista dei Lavoratori

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