UNA BUSSOLA PER CERCARE LAVORO, LE RICHIESTE DAL COMPRENSORIO

di Paola Rotolo 

Nella ricerca del lavoro è di fondamentale importanza saper redigere un Curriculum Vitae efficace o una lettera di presentazione personalizzata, come anche saper individuare i canali di ricerca più mirati, ma questo è possibile solo dopo aver definito il personale obiettivo professionale o una lista di obiettivi in ordine di priorità. A tal proposito, abbiamo raccolto ed analizzato i dati fornitici dal CSO, Centro Sviluppo e Occupazione, un’associazione senza fini di lucro nata nel 1993 con lo scopo di promuovere iniziative che favoriscano l’ingresso dei laureati nel mondo del lavoro.

Siti di recruiting online, portali di ricerca, siti di annunci di lavoro gratuiti, siti delle agenzie per il lavoro, siti delle aziende, business social network come Linkedin, una fittissima rete di possibilità di ricerca di lavoro online tra le quali è fin troppo facile perdersi, per non parlare di quelle offline! Il rischio che ne deriva è la dispersione delle proprie energie e l’aumento del senso di frustrazione ed inefficacia della nostra ricerca. La prima domanda da farsi quindi è la seguente: dove avrò maggiori possibilità di trovare opportunità di lavoro nel mio settore? Il mio futuro datore di lavoro quali strumenti privilegia? A quali interlocutori si rivolge?

Grandi aziende utilizzano ad esempio in modo preferenziale canali di ricerca standardizzati, come, per profili medio-alti, società qualificate di ricerca e selezione del personale o database con i CV caricati nella sezione “Lavora con noi”; per piccole e medie aziende, invece, si usano canali anche più informali quali la rete di conoscenze dirette/indirette, CV pervenuti come autocandidature, società di selezione o agenzie per il lavoro molto radicate sul territorio. Le piccole aziende e realtà locali come negozi, studi professionali di medici, piuttosto che commercialisti, per motivi di costo e di rapidità si rivolgono solitamente a siti di annunci gratuiti o a giornali locali. È facile da ciò dedurre come siano già cambiate, e continuino a farlo, le esigenze delle imprese e del mercato del lavoro a fronte della difficile congiuntura economica.

Secondo le previsioni Excelsior e dell’Isfol, nelle Marche e nel nostro territorio tra le professioni più richieste ci saranno: tra i lavori a bassa qualifica, il personale addetto ai servizi di igiene e pulizia, di lavanderia ed affini, ma anche fabbri, ferrai e costruttori di utensili ed assimilati; tra le professioni a media qualifica, personale di segreteria, esercenti, addetti alla ristorazione, esercenti delle vendite all’ingrosso, personale di varia natura ai servizi turistici; tra i posti di lavoro ad elevata specializzazione, i tecnici delle scienze quantitative fisiche e chimiche, ingegneri, che mantengono la consueta quota di occupazione, specialisti dell’educazione e della formazione, personale qualificato servizi sanitari, tecnici finanziari/assicurativi tecnici delle attività finanziarie ed assicurative e specialisti in scienze giuridiche, sviluppatori web, web marketing specialist, addetti alla contabilità, agenti di commercio.

Le lauree più richieste: economia; ingegneria elettronica e dell’informazione; ingegneria industriale; materie dell’insegnamento e della formazione; indirizzi sanitari-paramedici. Diplomi più richiesti: indirizzo amministrativo-commerciale, turistico-alberghiero e meccanico.

Le posizioni che, al contrario, rispetto al passato saranno meno ricercate saranno: operai addetti a macchine automatiche e semiautomatiche per lavorazioni metalliche e per prodotti minerali, conduttori di impianti per la trasformazione e lavorazione a caldo dei metalli, artigiani ed operai specializzati della lavorazione del cuoio, delle pelli e delle calzature e assimilati, artigiani ed operai specializzati nelle attività poligrafiche e dei laboratori fotografici, operai addetti a macchinari dell’industria tessile e delle confezioni ed assimilati, personale addetto alla gestione degli stock, degli approvvigionamenti e alla gestione amministrativa dei trasporti.

Ancor più nel dettaglio, nelle Marche, al primo posto fra le prime 20 professioni maggiormente richieste si trovano “gli esercenti e addetti nelle attività di ristorazione”, che rappresentano il 16,9% del totale con 7.013 lavoratori; la seconda professione è quella di “addetti alle vendite” nel commercio, con una quota pari al 7,6% del totale; al terzo posto, il ”personale non qualificato nell’agricoltura e nella manutenzione del verde” (7,1% del totale). Tra le professioni invece in declino troviamo soprattutto le classi professionali con qualifica medio-bassa legate all’industria manifatturiera, come lavorazione di metalli, tessile e abbigliamento, e all’agricoltura.

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