PIU’ DI 11.500 SCOSSE DAL 24 AGOSTO

Un mese dopo l’inizio della sequenza dell’Italia centrale, iniziata con il terremoto di magnitudo 6.0 avvenuto nella notte tra il 23 e il 24 agosto, continuano gli studi dei sismologi e geologi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). La sequenza è ancora in pieno svolgimento, pur con un numero minore di repliche (aftershocks) rispetto alle prime due settimane. A oggi la Rete Sismica Nazionale dell’INGV ha localizzato complessivamente circa 11.500 repliche, in un’area che si estende per circa 40 chilometri in direzione NNO-SSE, lungo la catena appenninica. 200 i terremoti di magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0; 14 quelli localizzati di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0 e uno di magnitudo maggiore di 5.0 oltre quello principale. Andamento temporale della sequenza sismica dal 24 agosto al 23 settembre nella foto: in blu i primi dieci giorni, in giallo i dieci giorni successivi, in arancio gli ultimi dieci giorni.

Tutti i dati acquisiti dalle reti sismiche e accelerometriche sono stati messi a disposizione della comunità scientifica per studi e ricerche. I dati registrati dalle stazioni della Rete Sismica Nazionale (RSN) e dalle stazioni temporanee installate dopo il terremoto sono disponibili nell’archivio EIDA (European Integrated Data Archive). I dati accelerometrici della RSN sono disponibili nel database Strong-Motion dell’INGV (http://esm.mi.ingv.it). Per quanto riguarda le stazioni della Rete Accelerometrica Nazionale (RAN) del DPC, i dati originali sono disponibili sul sito web della RAN.

CHIUSE QUATTRO TENDOLI, I NUMERI

Ad un mese dal terremoto del 24 agosto scorso, che nelle Marche ha fatto 51 vittime e provocato danni enormi, sono già state chiuse le tendopoli di Acquasanta Terme e Spelonga di Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, e Montefortino e Amandola nel Fermano. Le altre, fa sapere la Protezione civile regionale, saranno smantellate la prossima settimana. Nei giorni immediatamente successivi alla scossa di magnitudo 6, nelle tende dormivano 1.257 persone, oggi meno di 200. La Protezione civile regionale, insieme al Dipartimento nazionale e alle amministrazioni comunali, sta procedendo velocemente alle operazioni che consentono alle famiglie di tornare nelle proprie abitazioni, se agibili, o trovare soluzioni abitative adeguate. Ad oggi, su 29 mila richieste di sopralluogo su edifici pubblici e privati delle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata ne sono state evase 3.850. Per ora sono 1.400 gli edifici dichiarati inagibili. (Ansa)

LE UNIVERSITA’ DELLE QUATTRO REGIONI A LAVORO

Dal 24 agosto le Università delle 4 Regioni colpite partecipano, attraverso l’impegno coordinato di oltre 100 professori e ricercatori, alle attività legate all’emergenza e dirette dal Dipartimento della Protezione Civile. Gli esperti di ingegneria sismica e delle strutture sono coinvolti nelle valutazioni di agibilità delle scuole e di altri edifici pubblici mentre gli esperti di geologia e geofisica si occupano della verifiche tecniche connesse alla localizzazione delle strutture temporanee ad uso scolastico ed abitativo. Su un invito del Rettore dell’Università di Camerino prof. Flavio Corradini, al quale hanno risposto con entusiasmo le università di L’Aquila, Cassino, Chieti-Pescara, Perugia Stranieri, Perugia, Politecnica delle Marche, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Tuscia, Urbino, il 22 settembre si è svolta la prima riunione operativa presso la sede della CRUI a Roma. In questo primo incontro sono stati individuati i principali obiettivi programmatici dell’iniziativa e le prime azioni concrete, cominciando dalla fase di ascolto dei principali soggetti coinvolti nella ricostruzione e nello sviluppo delle aree colpite dal sisma.

LA SOLIDARIETA’

Il presidente di Banca Mediolanum Ennio Doris ha partecipato ieri alla consegna di contributi destinati ai terremotati di Acquasanta Terme ed Arquata, clienti e family banker. Doris ha incontrato 53 tra clienti e collaboratori della banca, consegnando loro complessivamente 1.259.000 euro. “Nei prossimi mesi è previsto un altro incontro per poter aiutare gli altri clienti che al momento non hanno ancora segnalato danni. Per questo – ha aggiunto Doris all’Ansa – Banca Mediolanum ha raddoppiato a due milioni di euro lo stanziamento a fondo perduto, originariamente previsto a un milione”.

m.a.

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