DOVE L’AMORE VINCE SUL MALE, LE MARCHE A CRACOVIA

Più di mille giovani marchigiani stanno vivendo la Gmg in Polonia. La Giornata mondiale della gioventù è un appuntamento che sta richiamando i media di tutto il mondo. La folla oceanica dei ragazzi e delle ragazze con il sorriso sulle labbra e la voglia di credere in un mondo migliore è la risposta più bella ai fatti di cronaca che, da tempo, la stampa italiana ed estera racconta ogni giorno. Il gruppo delle Marche, accompagnati dai propri referenti diocesani e dai vescovi, si è stretto intorno al cardinale Menichelli che ha risposto alle tante domande poste dai giovani. Poi la celebrazione della Messa, a Cracovia, presieduta da Mons. Giancarlo Vecerrica, vescovo emerito di Fabriano-Matelica. In Polonia anche il nuovo vescovo della città della carta. “In questi giorni – ha detto Mons. Stefano Russo – siamo stati nella Diocesi di Katowice con i giovani della nostra Diocesi. Siamo stati ospitati dalle famiglie. C’è un motto polacco che in italiano più o meno suona così: “Chi riceve un ospite, riceve Gesù”. Posso dire che in questi giorni ne abbiamo fatto l’esperienza. C’è stata un’accoglienza straordinaria nei nostri confronti e abbiamo vissuto momenti di condivisione molto belli con la comunità locale e con i giovani provenienti dalle altre nazioni.”

M.A

Si sono radunati in centinaia di migliaia a Czestochowa, il cuore spirituale della Polonia, dove il Papa ha celebrato ieri la messa per il 1050/o anniversario della Polonia. Nel pomeriggio, poi, Bergoglio, tornato a Cracovia, è entrato nel vivo della Gmg, con la cerimonia di accoglienza nel parco Jordan a Blonia. “Essere attratti dalla potenza, dalla grandezza e dalla visibilità è tragicamente umano, ed è una grande tentazione che cerca di insinuarsi ovunque”. Lo ha detto il Papa nella omelia della messa che ha presieduto ieri nel santuario di Jasna Gora a Czestochowa, aggiungendo che “donarsi agli altri, azzerando le distanze, dimorando nella piccolezza e abitando concretamente la quotidianità, questo è squisitamente divino”. La Messa in occasione del 1050/o anniversario del battesimo della Polonia.

Mercoled il Papa partendo per la Polonia ha parlato di quanto accaduto a Rouen. “Questa – ha detto Francesco – non è una guerra di religione. Le fedi vogliono la pace”. Nella prima parte del suo discorso, interpellato su come viva l’assassinio di ieri di padre Hamal intraprendendo questo viaggio, il Papa aveva precisato: “Circa quello che chiedeva padre Lombardi, si parla tanto di sicurezza, ma la vera parola è guerra. Il mondo è in guerra a pezzi: c’è stata la guerra del 1914 con i suoi metodi, poi la guerra del ’39-’45, l’altra grande guerra nel mondo, e adesso c’è questa. Non è tanto organica forse, organizzata sì non organica, dico, ma è guerra. Questo santo sacerdote è morto proprio nel momento in cui offriva la preghiera per la chiesa, ma quanti, quanti cristiani, quanti di questi innocenti, quanti bambini vengono uccisi. Pensiamo alla Nigeria – ha esortato – ‘ma quella è l’Africa’, ma è guerra, non abbiamo paura di dire questa verità: il mondo è in guerra perché ha perso la pace”.

La prima Gmg indetta dal papa latinoamericano, che lo porta nel sud della Polonia, roccaforte della Chiesa cattolica, si svolge dal 27 al 31 luglio. Un viaggio in cui la Gmg, diventata giubileo dei giovani, si mescola con appuntamenti con la società e la Chiesa polacche, durante il quale papa Francesco pronuncerà sei discorsi, tre omelie e un Angelus. Un viaggio che, sicurezza a parte, presenta a papa Bergoglio alcune sfide sostanziali: la testimonianza di integrazione in una Europa che sembra dimentica delle sue origini, il rapporto con i giovani, che egli vuole indirizzare su strade di misericordia, e con una Chiesa che non sempre si è trovata in sintonia con la predicazione del papa latinoamericano. Se poi dalla sicurezza come problema pratico si guarda alla riflessione sull’orrore della violenza assurda di questi giorni, ecco una ulteriore sfida per il primo papa non europeo davanti alla tragedia di Auschwitz, dove i nazisti sterminarono in modo sistematico e pianificato almeno un milione e mezzo di uomini, donne e bambini, per la maggior parte ebrei. La sfida di fare memoria del male assoluto perché l’orrore non si ripeta, e si costruiscano invece percorsi possibili di fraternità. La visita a Auschwitz e Birkenau e l’incontro con alcuni sopravvissuti all’Olocausto e con alcuni giusti tra le nazioni, il 29 luglio, – esattamente 75 anni dopo la condanna a morte del francescano Massimiliano Kolbe offertosi per essere ucciso al posto di un padre di famiglia indicato dai nazisti, – e la messa del 28 nel santuario della Madonna Nera a Czestochowa in occasione del 1050.mo del battesimo della Polonia, costituiscono due momenti forti del viaggio che vanno al di là della Gmg, come pure alcune visite già fissate a un ospedale pediatrico e ad alcune suore.

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