MOVIDA IN CENTRO? FABRIANO NON E’ PIU’ UNA CITTA’ DORMITORIO

“Il centro storico di Fabriano non è esente, come le altre città, ai problemi che riguardano il mondo giovanile. Combatte l’abuso di alcol con i gestori che controllano e non fanno uscire bottiglie o bicchieri di vetro dai locali, ma, purtroppo, quando i bar sono chiusi tanti ragazzi tirano fuori le birre acquistate al supermercato molte ore prima e si beve fino a notte fonda. E’ un’emergenza sociale”. L’assessore Mario Paglialunga non usa mezze parole per descrivere il lato negativo della movida in centro storico che non sempre si riesce a controllare. Un colpo alla botte e uno alla ruota. In una città che ha scoperto pochi anni fa di non essere più dormitorio, sono stati proprio gli imprenditori del centro storico a rimboccarsi le maniche affinchè tutto funzioni regolarmente. Anche il divertimento delle ore notturne, più volte criticato dai residenti, ha superato il banco di prova. “Garantire la quiete pubblica e il lavoro degli esercenti fino alle una di notte non è facile – ha detto Paglialunga – ma ci siamo riusciti. Molte strutture sono state multate con sanzioni da 520 euro per non aver rispettato gli orari di chiusura. Ora la situazione è nella norma. Una città che vuole investire sul turismo non può pretendere un centro storico con il silenzioso dalle ore 21”. Fabriano, infatti, non era abituata alla musica, all’aperitivo o ad eventi in continuazione. Resta, però, il problema del degrado in alcuni punti del centro, la convivenza con le esigenze dei turisti, gli atti di vandalismo e i furti che spaventano i residenti. Anche per questa estate è stato esteso il servizio di polizia locale fino alle 23. Polizia e carabinieri, intanto, hanno potenziato i controlli nelle ore notturne. L’amministrazione sperava di ottenere risultati dall’installazione delle telecamere di sicurezza e, se non fosse caduta tra capo e collo la sentenza Penzi da quasi due milioni di euro, avrebbe optato per il potenziamento degli occhi indiscreti per le vie della città e sui semafori. “Non abbiamo soldi – ha precisato Paglialunga – ma il problema è un altro: i giovani, una volta che hanno capito dove è posizionata la telecamera, si spostano altrove. Pochissimi i casi di vandalismo ripresi”.

Marco Antonini

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