UN VIAGGIO CON I REGIONALI DA MAROTTA A FABRIANO

Raggiungere Fabriano dalla costa Adriatica non è sempre facile con il trasporto pubblico ferroviario. L’odissea di un pendolare che, sabato mattina, aveva un appuntamento nella città della carta è solo l’ultimo episodio che testimonia il clima che si respira sulle carrozze dei regionali tra gente senza biglietto, sporcizia e ritardi. Un 41enne residente in zona Marotta, è sceso in stazione per prendere il regionale delle 8,08. Poi la tabella di marcia è saltata. <Avevo tutto il tempo di arrivare a Falconara e attendere 30 minuti per il treno per Roma anche se non ho mai capito perché nelle Marche non si riesce ad avere le coincidenze precise senza attendere tempi troppo lunghi>. In stazione la solita sorpresa che non ti aspetti. <Il regionale 12015 era in ritardo di 35 minuti e così avrei perso l’unico treno mattutino che, da Ancona, sarebbe andato a Fabriano. Per fortuna era in ritardo anche il treno delle 7,47 che sono riuscito a prendere – ha detto F.A. – alle 8,20 per arrivare giusto giusto a Falconara Marittima>. Polemiche tra i tanti pendolari alle prese, tutti i giorni, con continui ritardi. Il viaggio della speranza è proseguito con i pendolari accaldati che, una volta cambiato treno, sono ripartiti alla volta di Fabriano. Siccome nella carrozza di seconda classe era troppo caldo e non funzionava l’aria condizionata, alcuni utenti decidono di spostarsi in prima classe per alcuni minuti. <Improvvisamente – hanno detto – è arrivato il capotreno che ha intimato di spostarci nella carrozza calda. Avevo bisogno – aggiunge F.A. – di stare alcuni minuti al fresco>. Poi la scena che non ti aspetti. <Il controllare ha chiamato un poliziotto in borghese seduto poco lontano che, immediatamente, ha mostrato il tesserino e, senza salutare o presentarsi, ha ordinato di trasferirsi di là. Mi ha chiesto il documento e la mia professione, non ha accettato nessun tipo di giustificazione e, guardando il capotreno, ha esclamato: “Fagli la multa”>. Una rissa verbale spiacevole. <Mi è sembrato un abuso di potere – ha confidato – perché sarebbe bastato dirmi di stare pochi minuti e tornare di la o parlare con toni civili. Invece mi è stato detto che la temperatura è questa e che io ero in torto. Peccato vedere agenti che intervengono su queste tematiche quando, ogni giorno, ci sono tantissime persone che salgono senza biglietto e nessuno fa nulla>. Lo riferisce il Corriere Adriatico.

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