FALSO IDEOLOGICO, CORTE DI APPELLO SUL CASO PAGLIALUNGA

Cronaca giudiziaria. E’ stata ridimensionato in Corte di Appello il falso ideologico di cui deve rispondere l’assessore Mario Paglialunga. Dopo il primo grado di giudizio che si è concluso nel 2013 con la condanna alla pena, poi sospesa, di 6 mesi di reclusione, oltre al risarcimento nei confronti di Luciano Stopponi del Partito Repubblicano e al pagamento delle spese processuali, la Corte si è espressa dopo l’udienza camerale del 10 marzo scorso ed ha stabilito la depenalizzazione del reato con la concessione della non menzione nel casellario giudiziario. Contemporaneamente è stata ridotta a 300 euro la provvisionale liquidata a Stopponi che aveva portato l’assessore in Tribunale per un episodio avvenuto in campagna elettorale. I fatti risalgono ad aprile 2012. Paglialunga, da assessore uscente poi confermato nella giunta Sagramola, ha vestito i panni dell’ufficiale giudiziario per certificare, in vista delle elezioni comunali, la presentazione della lista dell’Italia dei valori, di cui lui stesso faceva parte. Le firme di tutti i candidati sono state giudicate valide, compresa quella di Luciano Stopponi che, però, ha sempre sostenuto di non averla mai messa su quella lista. Da qui la denuncia con la successiva inchiesta della Procura di Ancona che ha portato il perito nominato dalla stessa accusa a stabilire come la firma sia apocrifa, anche se non scritta da Paglialunga. L’avvocato Benvenuto, che assiste l’assessore, aveva previsto la depenalizzazione della pena e non esclude il ricorso all’ultimo grado di giudizio.

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