LA SENTENZA PENZI, IL TESORETTO E LA MANOVRA ECONOMICA

Cresce l’attesa per la trattativa tuttora in atto tra il Comune e la ditta Penzi in merito alla questione del risarcimento, a cui è stato condannato l’ente pubblico per una vicenda che risale a più di vent’anni fa. Dall’avanzo di amministrazione 2015 relativo alle spese correnti non vincolato, intanto, è spuntato un “tesoretto” di 390.000 euro, che potrebbe essere inserito nel bilancio di previsione 2016 e utilizzato per il pagamento dovuto. Una cifra nettamente inferiore all’entità della somma da versare (circa 1 milione e 800.000 euro). “E’ chiaro che quasi 400.000 euro costituiscono una base positiva – spiega il sindaco Sagramola – ma resterebbero da pagare circa 1 milione e 400.000 euro, ossia una somma decisamente elevata per le cassa comunali. In sostanza, anche utilizzando i 390.000 euro, nel documento di bilancio dovremo sempre impegnare 1 milione e 400.000 euro, spostando somme consistenti dai capitoli di spesa corrente a quello concernente l’impegno di spesa per dare vita a un fondo apposito”. Di qui la necessità di tenere in vita il confronto con la Penzi, cercando di giungere a un accordo che possa agevolare sensibilmente il versamento da parte del Comune. “E’ necessario arrivare a un’intesa che preveda una dilazione del pagamento – afferma il vice sindaco Tini – perché altrimenti sarebbe impossibile la stesura della manovra economico-finanziaria, senza intaccare i servizi essenziali. Poi, è chiaro che bisognerà accordarsi sul numero delle rate e l’entità di ognuna di esse, ma intanto, pur avendo chiuso il conto consuntivo in maniera positiva, non possiamo prescindere da una rateizzazione. Speriamo che il dialogo tra i legali riesca a costruire un percorso che ci aiuti in questa fase così delicata”.

 

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