MARCO MONDELCI DIACONO, LUNEDI’ A SAN VENANZIO

Marco Mondelci, 36 anni, seminarista della diocesi di Fabriano-Matelica verrà ordinato diacono da Mons. Giancarlo Vecerrica lunedì 4 aprile, festa dell’Annunciazione, in Cattedrale. E’ originario di Falconara Marittima ma si è trasferito a Fabriano nel 2011 per entrare a far parte della Comunità Papa Giovanni XXIII, l’associazione di diritto pontificio fondata negli anni 60′ dal venerabile don Oreste Benzi che oggi accoglie migliaia di bisognosi in tutto il mondo. Madre insegnante di matematica alle scuole medie, padre, dirigente d’azienda nel settore alimentare e informatico. Ha un fratello che vive a Londra e una sorella che vive a Castelfidardo. Un grande evento a pochi giorni dalla Pasqua. L’amministratore apostolico invita tutti a San Venanzio per il rito solenne alle ore 18. “Ogni ordinazione è un dono – ricorda Vecerrica – non solo per il “chiamato” ma anche per tutta la diocesi, a cominciare dai sacerdoti”. E Marco racconta a L’’Azione la sua vita. “Grazie a Dio e ai sacrifici dei miei genitori ho avuto la possibilità di studiare. Dopo aver studiato al liceo scientifico di Falconara ho conseguito una laurea triennale in informatica all’Università di Camerino. Successivamente, incerto su come procedere, iniziai a lavorare presso un pastificio artigianale di Falconara. Intanto, fin dalla maggiore età, prestavo servizio volontario presso diverse strutture di accoglienza di Falconara e Ancona. Non posso dimenticare – confida Marco – la casa di accoglienza per senza fissa dimora a Falconara, la “Tenda di Abramo”, ma nemmeno la mensa dei poveri di Ancona gestita dalle suore francescane della carità (opera di padre Guido), l’apostolato dei frati missionari Saveriani e dell’Associazione Servizio di Strada Onlus. Poi decisi di fare anche un anno di servizio civile con la Caritas di Ancona. E’ stato un anno molto significativo per me perchè ho avuto la possibilità di avvicinarmi ancora di più a realtà umane di emarginazione e povertà estreme che mi hanno spinto a riflettere e a mettere in discussione la mia vita, le mie scelte e inevitabilmente anche la mia fede. Perciò scelsi di approfondire la fede cattolica studiando all’istituto di scienze religiose di Ancona e iniziando anche a fare qualche supplenza di religione. Scegliere di camminare con Gesù insieme ai poveri mi ha portato a conoscere la mia comunità Papa Giovanni XXIII. Grazie alla testimonianza e all’aiuto di don Aldo Buonaiuto, ho preso seriamente in considerazione la possibilità di una consacrazione totale a Gesù. Con lui infatti dopo un tempo di discernimento ho deciso di chiedere al Vescovo Vecerrica di essere accolto in diocesi come seminarista. Grazie all’accoglienza del Vescovo e all’accompagnamento di Don Aldo – racconta il futuro Diacono – ho così iniziato anche il cammino di preparazione spirituale, teologica e umana in vista dell’ordinazione presbiterale. In questo cammino ho avuto anche la possibilità di studiare a Roma, con i monaci benedettini, presso il Pontificio istituto S. Anselmo, e con i redentoristi, presso l’Accademia Alfonsiana, dove ho da poco iniziato un biennio di specializzazione in teologia morale. Dopo aver ricevuto i ministeri del lettorato e dell’accolitato presso la parrocchia di San Donato – Murazzano dove sono stato formato nel servizio pastorale fino ad agosto 2015 ora sto per ricevere il primo grado dell’ordine sacro, il Diaconato. Questo è un passo particolarmente importante nel cammino perchè sono chiamato a dire il primo si definitivo a Gesù. Sono contento e sereno: sono consapevole che è ciò che desidero dal profondo del mio cuore, cioè servire Gesù nella Sua Chiesa, offrigli tutto, perchè ho riconosciuto il suo amore per me e mi fido. Da qualche mese sto affiancando don Tonino Lasconi e don Bruno Quattrocchi nel servizio pastorale nella parrocchia di San Giuseppe lavoratore, ho trovato una grande e sincera accoglienza, per questo vorrei ringraziare loro e tutti i parrocchiani. In questo tempo ho avuto modo di conoscere meglio i giovani adolescenti del gruppo dopo cresima, sono grato anche a loro per l’amicizia e per la loro testimonianza, non è facile alla loro età coniugare il bisogno di essere se stessi e di fare la storia con gli arrangiamenti e i compromessi che si leggono nella nostra società”. Marco Mondelci si rivolge ai giovani, che invita in Cattedrale, attraverso le parole del servo di Dio don Oreste Benzi: “Giovani, siete voi che dovete ribaltare il mondo, non legatevi a nessuno se non a Cristo. Liberiamo il mondo dalle catene del peccato. Il mondo vi aspetta, giovani! Ricordate però che per stare in piedi bisogna stare in ginocchio, sennò non reggete”.

M.A.

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